Leonardo Kosarew, nato 45 anni fa a Buenos Aires da genitori russi, ma “milanesissimo” di lungocorso per permanenza, scelta di vita, formazione culturale e sentimenti, da tre anni vive a Toronto rivestendo la carica di Presidente per il Canada della Confederazione Imprenditori Italiani nel Mondo (CIIM) e del suo Comitato di coordinamento nell’area di promozione economica e scambi commerciali chiamata “Nafta”. È felicemente sposato con Donata ed hanno quattro figli, tutti attivisimi e costruttivi, ciascuno dei quali con una spiccata personalità che merita una presentazione a parte. Veronica, 18 anni, è campionessa di pattinaggio su ghiaccio sincronizzato, fa parte della celebre squadra nazionale canadese del Golden Ice ed è laureanda in Scienze Politiche; Alessandro, 14 anni, è appassionato di calcio, ma pratica con successo il nuoto agonistico; Niccolò, 12 anni, abbina con entusiasmo sport e libri, riuscendo ad essere sia calciatore sia ottimo studente; Andrea, 11 anni, si prepara ad impegni sempre maggiori praticando Hockey. Appare perciò evidente come tutti abbiano ereditato parte del carattere paterno. Coraggio e intraprendenza, infatti, hanno accompagnato Leonardo Kosarew sin dalle prime tappe della sua carriera professionale. La sua esperienza ha radici lontane. Subito dopo aver conseguito a Milano la laurea in Scienze Politiche a indirizzo economico si è dedicato a girare il mondo. Infaticabile, creativo ed estroverso, ama parlare della sua famiglia con un delicato misto di entusiasmo, orgoglio ed ammirazione, rivelando un attaccamento affettivo che è divenuto una componente essenziale delle sue decisioni; come quella di vivere a Toronto, fortemente influenzata dal desiderio di seguire la carriera della figlia, già campionessa e promettente stella internazionale del pattinaggio sincronizzato. Una scelta di vita, come spiega lui stesso, concepita sostanzialmente per garantire un futuro a tutti i figli, ma nello stesso tempo per assecondare gli sviluppi della sua professione, che sebbene caratterizzata da un profondo attaccamento all’Italia, da un punto di vista costruttivo si è subito integrata ed ha trovato terreno fertile nel Nordamerica. “Quando nel 2005 decisi il grande passo - spiega Leonardo Kosarew - già frequentavo il Canada da sette anni per motivi professionali, pur non vivendoci stabilmente. L’amore per questo paese è nato gradualmente, anche perchè qui Veronica ha potuto valorizzare un’ attività sportiva nella quale è stata due volte medaglia di bronzo ai campionati del mondo”.
Ovviamente l’ esistenza di Leonardo Kosarew non è fatta solo di impegni famigliari e successi professionali. Fra le pagine del suo vocabolario affiora spesso la parola italianità ed ascoltandolo se ne avverte il senso concreto. Per lui questo termine è anche sinonimo di cultura, di politica, di aggiornamento continuo, di recupero delle nuove generazioni, di arte visiva e di musica. Insomma di un’Italia completa, dove sentimenti e costruttività si fondono per rigenerare quel patrimonio di genialità che l’ha fatta conoscere ed apprezzare nel mondo. Per alimentare questo sentimento, assieme alla presidenza della CIIM Canada e alla presidenza del Comitato di Coordinamento NAFTA, Kosarew ha fondato la società “Prima Fila”, per ideare ed organizzare manifestazioni culturali italiane ad altissimo contenuto. Inoltre è stato uno dei promotori della prima scuola calcio ufficiale del Milan in Canada. Una iniziativa per insegnare un grande sport ai bambini italiani, coinvolgendoli in attività che abituano alla disciplina e predispongono ad un corretto inserimento sociale.
Le opinioni di questo dinamico dirigente sui molteplici temi di scottante attualità che riguardano, o che comunque interessano l’Italia, emergono con lucidità da alcune dichiarazioni e interviste che abbiamo sintetizzato in questo servizio, intercalandovi qualche considerazione integrativa per fornire una panoramica dei rapporti commerciali italiani con le vaste realtà locali in cui egli opera.
Cominciamo parlando della tua professione? Volentieri. Due in questo senso sono le esperienze formative che considero più importanti. La prima è il tirocinio commerciale nell’ex URSS tra il 1985 ed 1995; la seconda è la “9Net Avenue”, società Americana “numero uno” al mondo nel web hosting, di cui ho diretto la filiale italiana e poi le consociate inglese e canadese. Attualmente, come Managing Director, curo lo sviluppo del mercato italiano della Wirelesstudios Inc per le applicazioni della telefonia mobile, e lavoro per la sua quotazione in borsa a Toronto.
La tappa nei paesi dell’ex Unione Sovietica mi ha segnato in senso positivo. Tra le esperienze più significative in Russia mi piace ricordare la partecipazione al progetto di riconversione dell’industria bellica nel 1991, che in quel periodo vedeva impegnate alcune aziende italiane nel Kazhakistan. Quello che ricordo dell’esperienza nell’ex terra sovietica è l’apporto umano e non solo professionale che quel lavoro mi seppe dare in chiave futura. Non è da tutti i giorni contribuire ad un progetto per la riconversione dell’industria bellica sovietica, che all’epoca vide la costruzione in Kazhakistan di uno stabilimento per la produzione della pasta dentifricia. Poi sono diventato per due anni consigliere personale dell’ex Vice Presidente del Parlamento Europeo, Guido Podestà. Esplorare, capire, è sempre stato il mio primo obiettivo. Per questo mi sono occupato anche di marketing o di finanza e non unicamente di tecnologie. Inoltre in questo periodo ho pubblicato diversi articoli per numerose riviste di settore. Ma non ho mai trascurato la componente squisitamente culturale del mio carattere. Insieme a Riccardo Caccia e Ron Thomson, infatti, ho creato “Prima Fila”, un sodalizio con cui organizziamo eventi di alto profilo, come ad esempio la rassegna cinematografica su Mozart. Non ti nascondo che a livello personale una grande gratificazione mi è venuta dalla nomina alla presidenza della CIIM. E naturalmente mi ci sono dedicato anima e corpo. Da un pò di tempo siamo impegnati nella costruzione del network nell’area NAFTA, con l’apertura di 11 uffici da Montreal a Mexico City, per offrire un nuovo canale di opportunità al sistema Italia e alle sue imprese. Considera che solo a Toronto vivono 750 mila italiani. Circa un milione e mezzo di canadesi hanno origine italiana e alcuni importanti gruppi edilizi canadesi appartengono a famiglie italiane. L’Italia imprenditoriale è già presente. Fra le nuove aziende insediate c’è la Ferrero, ma il Ministro del Commercio dell’Ontario, Joe Cordiano, di origine italiana, ha invitato anche la Fiat ad investire qui.
In che consiste l’accordo NAFTA? L'accordo NAFTA è stato concepito per promuovere l'incremento dei rapporti commerciali e gli investimenti fra Canada, Messico e USA. Rappresenta un passo avanti rispetto al precedente accordo Canada-USA (FTA), poiché allarga la zona di libero scambio fino a comprendere il Messico. Con l'accordo NAFTA i prodotti continuano a circolare fra Canada e USA secondo i termini stabiliti dal FTA. La maggior parte delle esportazioni canadesi verso gli USA non sono più soggette a imposte doganali e dazi, anch'essi eliminati il 1° gennaio 1998. Come firmatario del NAFTA, il Messico consente ora libero accesso a prodotti appartenenti a settori dei quali il Canada è un forte esportatore: strumenti per le telecomunicazioni, prodotti agricoli e ittici, minerali e metalli, alcuni derivati del legno e della carta e vari tipi di macchinari. Il mercato nordamericano è fra i più ricchi al mondo. Secondo l'Accordo di Libero Scambio Nordamericano (NAFTA), entrato in vigore il 1° gennaio 1994, le aziende con sede in Canada hanno un accesso agevolato ad un mercato di 386 milioni di consumatori, con un PIL consolidato di circa 11 mila miliardi di dollari. Con il NAFTA, il Nordamerica sarà sempre più considerato un mercato unico. I prodotti e i servizi delle aziende con sede in Canada hanno le stesse possibilitàà di mercato a Chicago, Houston, Città del Messico o in qualunque città canadese. Lungo la frontiera Canada-USA vi sono concentrazioni di mercato regionali particolarmente importanti che possono essere servite da una ditta con sede in Canada.
Quali sono gli obiettivi della Confederazione Imprenditori Italiani nel Mondo? Per quanto mi riguarda sono in linea col mio desiderio di valorizzare l’italianità, rappresentata in questo caso dal Sistema Italia e dal Made in Italy.
Attraverso la Confederazione Imprenditori Italiani nel Mondo offriamo la possibilita a tutte le piccole aziende italiane di avere uno sbocco diverso, di aprirsi verso l’infinito mercato nordamericano, di farsi conoscere per il loro effettivo valore e per le loro potenzialità imprenditoriali. Probabilmente facciamo quello che dovrebbe fare il nostro Governo, ma questa è una polemica delicata che merita un discorso a parte. Vorrei solo dire che valorizzare il Sistema Italia vuol dire dare un futuro al nostro paese. Per questo sono orgoglioso di essere stato anche nominato presidente del comitato di coordinamento Usa-Canada-Messico. Con gli imprenditori e amici Tomaso Veneroso e Francesco De Leo, abbiamo intrapreso insieme questo affascinante viaggio e confidiamo di continuare ad aprire altre sedi della CIIM oltre a quelle che già esistono a Toronto, New York e Washington, per contribuire a sviluppare l’asse economico Italia-Nord America e dare un futuro speriamo sempre più roseo all’imprenditoria italiana.
Si può parlare di fuga di imprenditori? Non vorrei essere così negativo. Da italiano nutro la speranza che noi imprenditori italiani nel mondo, con il nostro impegno saremo in grado di far comprendere alla classe politica che deve guardare in maniera diversa allo sviluppo del Made in Italy. Ovviamente ci sono da sempre alcuni settori come l’ingegneria spaziale, la ricerca scientifica ed altre aree tecnologiche nei quali il nostro Paese registra rispetto ad altri un ritardo che va dai due ai cinque anni. E' quindi normale che il giovane laureato italiano trovi in America il terreno fertile e prospettive oltre che mezzi superiori, al di là quindi delle responsabilità proprie della classe politica. Comunque teniamo presente che nel nostro Paese abbiamo conseguito successi straordinari nella ricerca medico-scientifica e che in questo campo siamo molto più avanti di altri.
Come ha agito l’entrata dell’euro nel complesso dei rapporti economici? Premetto che il passaggio alla nuova moneta era una tappa obbligata. Non potevamo rimanere fuori da un sistema del genere. Però gli errori commessi sono stati tanti. Se oggi gli stipendi che sono rimasti gli stessi non bastano più, se otto milioni di famiglie su ventidue non arrivano a fine mese, se oltre la metà dei 17 milioni di pensionati è indigente, allora qualcosa non ha funzionato, per almeno due ragioni. La prima, sicuramente la più grave, è stata quella di valutare l’euro 1.926 lire con lo sconsiderato avallo dell’allora Governo di centro-sinistra. La seconda la ricondurrei alla insufficiente vigilanza da parte di chi, sotto il Governo di centro-destra, avrebbe dovuto evitare speculazioni a spese dei cittadini. In verità qualcosa venne fatto, ma le misure adottate furono insufficienti di fronte alla dimensione del fenomeno che colse tutti impreparati.
Che ne pensi del voto degli italiani all’estero? Quella del voto degli italiani all’estero è stata e doveva essere una tappa importante. Grazie al diritto di voto si è dato ancora di più possibilità ai nostri connazionali all’estero di recuperare la loro dignità di italiani, di metterli in condizione di decidere per il nostro paese. Ma non è tutto rose e fiori. Molti connazionali col passare del tempo hanno perso le conoscenze e il contatto con l’italianità, ed in tal senso il ruolo dei dei parlamentari eletti all’estero dovrebbe essere fondamentale. Sono loro che dovrebbero fare da anello di congiunzione, permettendo ai nostri italiani all’estero di essere piu vicini alle problematiche dell’Italia. Ma sinceramente non mi pare che fin qui, al di là del poco tempo trascorso, questo si sia verificato. Credo che alla fine i nostri parlamentari si siano lasciati invischiare nelle trappole della politica, perdendo di vista il loro compito principale che è quello di tutelare gli interessi delle emigrazioni vecchie e nuove. Per questa ragione vedrei positivamente i diciotto parlamentari sotto un unico coordinamento apolitico, riuniti in un unico partito detto degli Italiani all’Estero.
Ritieni che sia stato uno sbaglio abolire il Ministero degli Italiani nel Mondo? Penso proprio di si. Rispondendo con la mentalità dell’imprenditore e non del politico, ritengo che quando si acquista una azienda questa non vada smantellata. Tremaglia ci ha messo passione in quello che ha fatto, ci si è dedicato con competenza, grinta e coraggio. Bruciare il suo lavoro è stato un grosso errore. E senza nulla togliere alla figura di Danieli, dico solo che fin qui il senatore della Margherita si è solo occupato di pensioni e reti consolari. Ma che fine ha fatto la valorizzazione del Made in Italy e del Sistema Italia? Che fine hanno fatto la giusta considerazione e la opportuna valorizzazione da dare alla nuova emigrazione italiana, ai nuovi italiani all’estero?
Quanta Italia in casa Kosarew? In casa mia si parla rigorosamente italiano, la cucina è prevalentemente italiana e Donata cucina benissimo, lasciando a me il barbecue e i risotti con i funghi. Mi piacciono i film di Salvatores, di Cesareo, Barbareschi, il Benigni de “La Vita è Bella” e de “Il Papocchio”. Fra le attrici prediligo la Loren, la Magnani, Brigitta Boccoli e Angela Baraldi. Fra gli attori Gasman, Sordi e Mastroianni. Per la musica tutti i classici, da Ramazzotti alla Pausini, passando da Battisti e Giorgia fino a Boccelli. E ovviamente i grandi: Verdi e Puccini. Un posto speciale nel cuore spetta alla Premiata Forneria Marconi e non solo per la profonda amicizia che mi lega a Franz Di Cioccio. Per esigenze di sinteticità ed a puro titolo esemplificativo ti ho dato una risposta veloce, ma l’elenco delle componenti italiane che mi sono portato in Canada è praticamente infinito.