home foto contattaci colophon Mondoitaliano - RSS
Un'attività diplomatica a tutto campo
MADRID,L’AMBASCIATORE TERRACCIANO: “ANNO IMPORTANTE PER L’ITALIA IN SPAGNA"
Incontri e accordi interessanti in campo politico, economico e culturale. Purtroppo, dice Terracciano, alcuni corrispondenti di giornali spagnoli hanno raccontato l’Italia soltanto con il “fegato”.
L'Ambasciatore Terracciano (a sin.), riceve il Master de Oro dal Presidente del Forum Alta Direccion, Carlos Scudero

Pasquale TERRACCIANO è nato il 4 maggio 1956 a Napoli, dove nel 1978 si laurea in giurisprudenza e nel 1980 supera l'esame di Stato di Avvocato. Entra in carriera diplomatica nel 1981. Svolge i primi incarichi alla Direzione Generale del Personale, é Console a Rio de Janeiro nel 1985 e Primo Segretario alla NATO a Bruxelles dal 1989 al 1992, dove è incaricato, tra l'altro, dei rapporti con la stampa. Rientrato a Roma nel 1993, lavora al Coordinamento Comunitario della Direzione generale Affari Economici ed è successivamente nominato Consigliere del Gabinetto del Ministro. Dal 1996 al 2000 è Primo Consigliere dell'Ambasciata d'Italia a Londra, nonché Direttore Aggiunto per l'Italia nella Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Nel 2000 torna alla Rappresentanza alla Nato come Primo Consigliere, responsabile dei negoziati tra Nato e Unione Europea. Nel 2001 è chiamato ad assumere l’incarico di Vice Capo di Gabinetto del Ministero degli Esteri. Dall’ottobre 2004 al giugno del 2006 ha ricoperto l'incarico di Capo del Servizio Stampa e Informazione e di Portavoce del Ministro degli Esteri. È Ambasciatore a Madrid dal 31 luglio 2006.Parla inglese, francese, spagnolo e portoghese. Pasquale Terracciano è sposato ed ha tre figli.


di Giulio Rosi


Ambasciatore, un bilancio di fine anno?

Un bilancio positivo in tutti i principali settori di attività. Sotto il profilo politico abbiamo celebrato a settembre il vertice bilaterale alla Maddalena con i due primi Ministri o Presidenti di Governo e tutti i principali ministri, esteri, difesa, tesoro, industria, delle politiche europee, delle infrastrutture e trasporti. Erano presenti quasi due governi al completo, avendo un confronto e ritrovando una totale coincidenza di posizioni nei vari settori. Alla base del vertice c’è il lavoro preparatorio dell’Ambasciata e del Ministero a Roma. È rilevante che si siano riscontrate le ampie convergenze e che si sia ancora una volta ribadita l’importanza di un Europa a 27, di una cooperazione più stretta delle due principali potenze europee mediterranee, che sono l’Italia e la Spagna, che si siano firmati degli accordi importanti, quello per la realizzazione delle autostrade del mare, per il lancio di gare di appalti congiunti, in effetti era stato già firmato un pre accordo nel precedente vertice di Napoli e alla Maddalena si è passati ad un accordo esecutivo, poi il rinnovo dell’accordo culturale fra i due paesi. Tutti questi elementi fanno parlare di una fase positiva del rapporto politico fra i due paesi e tanto più significativa in quanto abbiamo due governi di orientamento politico divergente..Ci sono stati contatti, incontri preliminari a vari livelli. I due Presidenti Berlusconi e Zapatero, si erano visti a Roma nel giorno della partita del Barcellona per la finale della Coppa dei Campioni, ma il vertice è stato a settembre un momento culminante di incontri ad alto livello. A livello politico si chiude per discutere delle collaborazioni bilaterali in vista della Presidenza Spagnola dell’Unione Europea del prossimo anno, dalla quale noi ci aspettiamo tre cose che ci sono state già garantite, cioè uno sforzo per rinnovare e rilanciare la strategia di Lisbona, magari dandole anche un nuovo nome, ricostruendola, rielaborandola a fondo per avere uno strumento valido per tutti i Paesi Europei per l’uscita dalla crisi. Per le relazioni esterne uno sforzo per rilanciare la prospettiva europea dei Paesi Balcanici, che sono alle nostre porte e che sono ancora una enclave esclusa dalla stabilità e dal progresso dell’Unione Europea. Vorremmo che si aiutassero questi Paesi a procedere sulla prospettiva dell’integrazione europea, in questo senso la Spagna ci ha garantito che convocherà un vertice durante il suo semestre proprio sulla prospettiva europea dei Paesi Balcanici. Terzo punto, l’immigrazione, uno sforzo per aumentare l’impegno dell’Unione Europea per il controllo dell’immigrazione illegale e per la gestione congiunta del problema dei richiedenti l’asilo. Dal lato economico, sicuramente l’evento più importante dell’anno è avvenuto a marzo con l’assunzione piena del controllo di Endesa da parte di Enel, rilevando la quota del 24% che era di Acciona, arrivando al 92%, creando un nuovo campione internazionale nel settore energetico. È l’operazione di internazionalizzazione più grande mai realizzata da una impresa italiana che ha acquisito una dimensione internazionale di primo piano nel settore energetico, assumendo il controllo della prima società elettrica di Spagna, che però ha anche una penetrazione molto importante in tutta l’America latina, essendo la prima società generatrice, distributrice di elettricità in Cile, in Perù e con una presenza importante anche in Colombia ed in Argentina. Si somma quindi anche alla presenza che Enel aveva già in Brasile. Questo, fra l’altro, ha consentito a Enel, attraverso Endesa, com è accaduto con Telefonica, di mantenere un buon margine di utile perché il mercato in America Latina non ha subito il rallentamento che ha subito in Europa, quindi i conti si sono avvantaggiati grazie ai proventi dell’America Latina. Sempre sul fronte economico abbiamo firmato in Ambasciata un accordo fra Atitec e la catalana Mazel per creare un centro a livello europeo di trasformazione e manutenzione degli aerei, con sede a Napoli.

C'è ancora del potenziale da utilizzare?

Il rapporto Italia Spagna sta dando dei buoni frutti con un potenziale ancora da sfruttare. Abbiamo lanciato una cooperazione tra le piattaforme logistiche di Saragozza e Nola. Ci sono stati investimenti italiani in Spagna, l’acquisto del Parco Aventura, vicino a Barcellona, da parte di Invest Industrial, che è un fondo di investimenti italiano Private Equity. C’è un interesse di Riso Gallo per rilevare la parte riso del “Grupo SOS” che è entrato in difficoltà finanziarie. Il marchio dell’olio Dante è stato acquistato da una impresa italiana. Cremonini ha vinto una gara fantastica per la fornitura dei pasti sui treni Ave, è un appalto molto importante. Un nuovo investimento di un gruppo italiano dell’investitore Pucci che ha rilevato la fabbrica “Antibioticos” di León. Un panorama di grande importanza, di grande vitalità degli scambi economici italo-spagnoli e degli investimenti reciproci. Quest’anno segna qualche successo italiano in più. Da parte spagnola si conferma l’investimento molto importante di Telefonica in Telecom e poi registriamo anche il successo di alcune joint-venture italiane nel settore delle grandi opere pubbliche, in particolare il consorzio formato da Sacyr-Vallermoso e da Impregilo che già si era aggiudicato il Ponte di Messina e quest’anno anche l’ampliamento del canale di Panama. Quindi le due più grandi opere civili del mondo di questi anni saranno effettuate da un consorzio italo-spagnolo, la società italiana e quella spagnola fanno la parte del leone. Nel settore culturale, che è stato particolarmente vivo, abbiamo realizzato delle mostre importanti, la mostra sulla pittura veneziana del ‘700 alla Real Academia di San Fernando ed al museo de Bellas Artes di Siviglia. Sono tutte realizzazioni dell’Ambasciata. È in corso la mostra di Alinari su immagini dell’ultimo secolo d’Europa, un omaggio alla prossima Presidenza Spagnola dell’Unione Europea, all’Istituto Italiano di Cultura. Una mostra su Carlo III per celebrare il passaggio 250 anni fa di Carlo III da Napoli a Madrid, dal trono delle Due Sicilie a quello della Spagna, in corso alla Real Academia di San Fernando a Madrid fino a metà gennaio. Il secondo Festival del Cinema Italiano, è un festival dei festival in quanto porta a Madrid i principali film italiani che hanno rappresentato l’Italia nei diversi festival. Una presenza importante per il teatro italiano con il “Napoli Teatro Festival” che ha partecipato con tre spettacoli al “Festival de Otoño” di Madrid con grande successo di pubblico. “Il Piccolo Teatro” di Milano con la compagnia “Teatri Uniti” di Toni Servillo, con la “Trilogia della Villeggiatura” di Goldoni. Toni Servillo ha ricevuto il Premio Pupi Avati alla carriera. Abbiamo realizzato una bellissima mostra dedicata all’arte e al design di Missoni, il quale ci ha rifatto in stile Missoni il teatro dell’Istituto di Cultura che è diventato una sede di grandissimo prestigio per eventi culturali. Abbiamo avviato una collaborazione con i Gruppi Musicali, la “Pietà dei Turchini” di Napoli e “El aire español” che fanno una ricerca sulla musica barocca dove si riscontrano molti punti di contatto tra la produzione spagnola, quella di Napoli e quella della Sicilia. A León, con l’opera “Partenope” di Iommelli che inaugurò il teatro San Carlo di Napoli e non veniva messa in scena da 200 anni. Grande successo e da León è tornata al San Carlo.

Quindi una attività diplomatica a tutto campo?

Certamente. Manca l’appendice consolare, quest’anno abbiamo dovuto affrontare la chiusura del Consolato Generale con l’accorpamento della Cancelleria Consolare all’Ambasciata, cercando di non sprecare una buona crisi, come si dice, perché c’è stato un momento critico per i nostri servizi consolari. Abbiamo rafforzato l’organico trasferendo personale dall’Ambasciata alla Cancelleria Consolare. È stato introdotto lo sportello polifunzionale, un sistema di appuntamenti a Madrid per evitare le file al consolato e stiamo cercando di risolvere con un call center, già attivo nelle Canarie, ma che potrebbe partire in Andalusia e presto in tutto il Paese, permettendo ai concittadini di comunicare senza difficoltà con i servizi consolari.

Quando è libero dagli impegni istituzionali, cosa le piace fare?


Leggo soprattutto saggi storici, e anche qualche buon romanzo, la domenica pomeriggio o in viaggio. Se il sabato sera non ho impegni vado al cinema, prendo la metropolitana, per vivere la città da cittadino comune e non perdere il contatto con la gente. Quando posso vado all’opera, è una delle mie passioni culturali. Ma il mio lavoro mi piace tanto. Bisogna avere amore per il proprio Paese, interesse a amicizia sincera per il Paese in cui si è accreditati e si lavora e naturalmente vocazione per il lavoro che si è scelto. Colgo l’occasione per augurare ai suoi lettori ed agli italiani in Spagna un 2010 pieno di successo, salute e felicità, mi auguro che sia per tutti un anno che ci veda uscire da questa fase di difficoltà economica, tanto per l’Italia che già sta uscendo dalla crisi, ma anche per la Spagna che spero ci segua presto. La Spagna è un grande cliente delle nostra industria e nel 2007 abbiamo registrato un avanzo nella bilancia commerciale di ben 10 miliardi di euro. Quindi abbiamo un doppio interesse che anche la Spagna esca presto da questa recessione, prima perché lo auguriamo agli amici spagnoli e poi perché sono dei nostri ottimi clienti e ci fa piacere che possano tornare ad acquistare quanto acquistavano prima della crisi. Voglio fare una ultima considerazione, vorrei per alcuni giornali spagnoli che i loro corrispondenti capissero che le corrispondenze più belle, più oneste si possono fare con la testa e con il cuore, ma mai con il fegato. Purtroppo, per concludere, alcuni corrispondenti spagnoli hanno raccontato quest’anno l’Italia soltanto con il fegato.

stampa articolo invia articolo
 
 
mondoitaliano