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Il Ministro Luca Zaia, ha illustrato i risultati di un lavoro intenso e benemerito durato 19 mesi
MAXI OPERAZIONE GIANO, NESSUNA TREGUA PER I CRIMINALI DELL'AGROALIMENTARE
I risultati confermano che dobbiamo tenere ancora alta la guardia, continuando a lavorare per tutelare il diritto alla salute dei cittadini - consumatori e il lavoro delle imprese oneste, che sono la maggioranza.
Il Ministro Luca Zaia

 

 

 di Giulio Rosi

 

 

A Venezia, presso la sede della Capitaneria di Porto in S. Marco,  il Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali,  Luca Zaia, ha illustrato l'Operazione Giano, condotta dalla Guardia Costiera su tutto il territorio nazionale, e il bilancio di 19 mesi di controlli per garantire sicurezza alimentare.

 

Luca Zaia ha esordito spiegando che: "Chi specula sulla salute dei cittadini va punito in modo esemplare. I risultati di questo sequestro confermano che dobbiamo tenere ancora alta la guardia, continuando a lavorare per tutelare il diritto alla salute dei cittadini-consumatori e il lavoro delle imprese oneste, che sono la maggioranza". Ed ha aggiunto: "Garantire la tracciabilità del pesce dal momento della cattura al consumo finale è stato ed è, sin dal giorno del mio insediamento un punto qualificante e prioritario dell'azione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. La stagione della tolleranza zero continua".

 

Sono alcune fra le  più interessanti affermazioni del  Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Luca Zaia, riferendosi alla maxi Operazione Giano, che ha portato al sequestro di 500 tonnellate di pesce avariato, destinato ad arrivare sulla tavola delle feste in occasione del Capodanno.

Insieme al Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Amm. Ispettore Capo (CP) Raimondo Pollastrini, il Ministro ha presentato ai giornalisti il bilancio di 19 mesi di controlli per garantire sicurezza alimentare e i dettagli dell'Operazione, che ha riguardato l'intero territorio nazionale dal 10 al 23 dicembre e portato a 12.750 controlli presso società e rivendite, 500 tonnellate di prodotto ittico sequestrato, 297 denunce penali, 1.500.000 euro di sanzioni elevate.

"Vorrei ringraziare personalmente e a nome di tutti i consumatori italiani il Comandante Generale della Guardia Costiera Raimondo Pollastrini e i suoi uomini, che hanno condotto questa maxi Operazione. Questo Capodanno sarà migliore e più sicuro grazie al vostro lavoro. All'Ammiraglio Pollastrini - ha detto Zaia - vorrei poi dire un grazie particolare per l'attività di formazione in tema di sicurezza alimentare che quotidianamente si svolge nelle diverse Accademie della Guardia Costiera: sensibilizzare i più giovani alla lotta alla contraffazione alimentare significa saper investire nel futuro".

 

ED ECCO I DETTAGLI DELLA MAXI OPERAZIONE GIANO, UN LAVORO DIFFICILE E  BENEMERITO, CHE HA IMPEGNATO UN VERO ESERCITO DI PROFESSIONISTI ALTAMENTE PREPARATI,  E CHE SOTTOLINEA LA VOLONTÀ DI QUESTO GOVERNO DI AGIRE CONCRETAMENTE IN UN SETTORE FIN'ORA POCO TUTELATO DELLA SALUTE E DELL'ECONOMIA DEL NOSTRO PAESE.

 

Per garantire la massima sicurezza alimentare durante le festività, il Centro di Controllo Nazionale Pesca (CCNP) del Comando Generale delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera ha fatto scattare l'OPERAZIONE GIANO su tutto il territorio nazionale, dal 10 al 23 dicembre.  Impegnati sui due fronti, mare e terra, gli uomini della Guardia Costiera hanno operato controlli a tappeto raggiungendo anche mercati e grossisti dell'entroterra (es. Milano, Prato, Ariccia) e monitorando le attività di pesca con unità navali, mezzi aerei e sofisticate tecnologie di controllo del traffico marittimo. Ecco i numeri dell'operazione:

- 12.750 controlli presso società e rivendite;

- 500 tonnellate di prodotto ittico sequestrato;

- 297 denunce penali;

- 1.500.000 euro di sanzioni elevate.

Garantire la tracciabilità del pesce dal momento della cattura al consumo finale è stato ed è, sin dal giorno dell'insediamento del Ministro Luca Zaia, un punto qualificante dell'azione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Il prodotto proveniente dall'estero costituisce ormai una fetta importante (quasi il 60%) del mercato, grazie alle maggiori opportunità di comunicazione e alle tecnologie a disposizione per garantire le temperature necessarie alla conservazione. E, contemporaneamente, si riscontra una riduzione delle lavorazioni nazionali anche a causa della ridotta produzione ittica nei nostri mari.

Un ingente quantitativo di alici contaminate dal parassita Anisaki è stato posto sotto sequestro dai Nuclei Ispettivi Pesca della Guardia Costiera. Nel corso dell'Operazione Giano è stato appurato, in particolare, che diverse organizzazioni malavitose hanno immesso sul mercato nazionale oltre 324 tonnellate di pesce scaduto da anni o in cattivo stato di conservazione, appena prima dell'inizio delle feste.

Anisakis simplex, Anisakis physeteris, o Pseudoterranova sono vermi dalla sezione circolare, appartenenti alla famiglia Anisakidae, che si trovano nell'intestino di pesci e mammiferi marini. Gli adulti di Anisakis si trovano nella cavità celomatica dei pesci, cioè nelle viscere che vengono asportate prima del consumo. Dopo la pesca, a causa di una eviscerazione tardiva o di una infestazione massiva, i parassiti possano migrare nelle carni del pesce e sono visibili a occhio nudo. L'infestazione da Anisakis può causare problemi gastroenterici come dolori addominali, diarrea, nausea, vomito e, in casi particolarmente gravi, la perforazione dell'intestino e dello stomaco. La sintomatologia compare in genere dopo qualche giorno dal consumo del pesce infestato.

Nel corso dell'operazione "Giano" è stato intercettata una vera e propria filiera di distribuzione nazionale di specie ittiche provenienti dall'area est asiatica. Il primo sequestro di prodotto è avvenuto in Sicilia, ma il cuore dell'attività illecita era in Toscana. Sono ancora in corso indagini in Veneto e Lombardia e proseguono le analisi sulle specie ittiche sequestrate in 10 esercizi commerciali, subito chiusi.

La Guardia Costiera ha inoltre individuato linee clandestine di ingresso in Italia di specie pericolose per l'habitat marino, come l'Eriocheir sinensis comunemente detto "Granchio cinese invasivo". Si tratta di una specie catadroma che vive in acque dolci di canali e fiumi della Cina. In fase riproduttiva, liberano larve in numero compreso da 250.000 a un milione. Il Granchio cinese è estremamente adattabile; sopporta ampie variazioni ambientali, escursioni climatiche e alti tassi di polluzione delle acque ed è dannoso perché si riproduce molto velocemente ed è vorace verso la maggior parte delle altre specie ittiche. Inoltre scava profonde tane sulle zone degli argini di canali e corsi d'acqua.

Durante la stessa operazione, sono stati sequestrati altri particolari prodotti ittici, come le meduse in salamoia e lo squalo secco.

Gli uomini della Guardia Costiera hanno poi rinvenuto e messo sotto sequestro 71 tonnellate di pesce di generi minori venduto come specie pregiate. In particolare:

- il pollak come merluzzo;

- il brosme come baccalà;

- il pangasio come cernia;

- il pesce ghiaccio cinese come bianchetto;

- il pagro atlantico come pesce nazionale fresco di diversi tipi.

Le indagini hanno portato all'individuazione di partite di cozze provenienti da stabilimenti abusivi e non controllati dal punto di vista sanitario, pronte per essere vendute al pubblico; anche in questo caso il sequestro e la relativa distruzione del prodotto ha interessato oltre 80 tonnellate di mitili. A Salerno ingente quantità di prodotti pre-confezionati e surgelati, scaduti da tempo. Il prodotto ittico era ammucchiato insieme ad altri alimenti. A Palermo il prodotto sequestrato era pronto per la distribuzione e l'immissione sul mercato. Pessimo lo stato di conservazione, in locali simili a discariche e casolari abbandonati. L'Operazione Giano ha portato anche al sequestro di 31 imbarcazioni che effettuavano pesca a strascico in zone non consentite, utilizzando strumenti vietati.

 

LA STAGIONE DELLA TOLLERANZA ZERO: 19 MESI DI CONTROLLI

15 settembre 2008: Il Nucleo Antifrodi dei Carabinieri politiche agricole scopre un traffico fra la Spagna e l'Italia di prodotti lattiero caseari scaduti e ottenuti dagli scarti di lavorazione del formaggio. Vengono sequestrate 90 tonnellate di prodotti contraffatti cha arrivavano in Campania dalla città spagnola di Ceuta. 23 settembre 2008: l'ICQRF e il CFS sequestrano nel porto di Livorno 30 mila bottiglie di vino rosso illegittimamente etichettato come "Amarone" e pronto per l'esportazione negli Stati Uniti. 8 ottobre 2008: in una ditta dell'astigiano, l'ICQRF sequestra 80 mila litri di mosto e 500 kg di zucchero utilizzati per la sofisticazione dei vini. 11 ottobre 2008: NAC e ICQRF sequestrano a Trinitapoli, in provincia di Foggia, cinque silos contenenti 6000 hl di prodotto vinicolo non specializzato e a Minervino Murge (Bari) 410 hl di pasta di mosto illegalmente destinata alla vinificazione. 16 ottobre 2008: Operazione "Lanterne Rosse" - il CFS sequestra nel porto di Napoli 10 quintali di latte alla melammina, 300 chili di mozzarella cinese, 50 chili di vari prodotti caseari, 100 chili di té cinese al latte, 90 chili di papaia cinese al latte e 7 chili di zampe di gallina, 40 chili di datteri di mare, 10 chili carne bianca, molluschi, pesci, 100 chili di funghi lavorati privi di etichetti e 500 chili di uova lavorate. 23 ottobre 2008: Il NAC sequestra 6 quintali di cappelletti contraffatti da un negoziante di Barletta. 23 ottobre 2008: L'ICQRF, il CFS e la GdF sequestrano in Puglia 16.000 hl di mosto, 200 hl di vino e 600 quintali di uve da tavola. 30 ottobre 2008: Il CFS sequestra a Roma, in un grosso negozio nel quartiere Esquilino, numerose scatole di biscotti al latte proveniente da Taiwan, centinaia di lattine di té al latte e quintali di prodotti senza regolare etichettatura e privi delle necessarie indicazioni che ne garantiscano la tracciabilità. Gli uomini della Forestale hanno anche trovato quintali di prodotti alimentari cinesi in cattive condizioni igienico sanitarie e con vizi di etichettatura: carne, pasta, farine e zampe di pollo, di cui e' vietata l'importazione perché a rischio di influenza aviaria. Sequestrati anche preparati della medicina tradizionale cinese prodotti con 'saussurea', una pianta in via d'estinzione, cerotti e medicamenti realizzati con ossa e parti di leopardo, tigri e altre specie protette. 31 ottobre 2008: Il NAC sequestra a Livorno 5 quintali di pesce spada provenienti da Singapore e contenenti mercurio. In Puglia, a Palagiano (TA), gli uomini del NAC di Salerno mettono invece sotto sigilli 9000 hl di pasta di mosto. 1 novembre 2008: A Parma, in un deposito di Castelfranco Emilia (Modena) vengono sequestrate 14 tonnellate di prosciutti e formaggi in cattivo stato di conservazione: Parmigiano Reggiano, Asiago, Speck, prosciutti cotti e crudi, pancetta, salami. 3 novembre 2008: l'"Operazione Pesce DOC" della Guardia Costiera consente, in cinque giorni, di controllare 8488 fra pescherecci ed esercizi commerciali, per un totale di 2172 multe effettuate e un milione di euro di sanzioni. 26 novembre 2008: La Capitaneria di Porto di Bari sequestra 5 tonnellate di pesce mal conservato in un deposito di Mola di Bari. 27 novembre 2008: L'ICQRF e la CFS sequestrano 1100 quintali di mozzarella e prosciutto provenienti dalla Germania, in un capannone in provincia di Vicenza. 30 dicembre 2008: "Operazione Capitone Sicuro". La Guardia Costiera sequestra in tutta Italia 160 tonnellate di pesce surgelato avariato, venduto come fresco. 29 gennaio 2009: Gli uomini dell'ICQRF sequestrano 450 quintali di olio pronto per essere esportato negli Stati Uniti dal porto di Napoli: era olio di semi di soia colorato, ma etichettato come olio di oliva. In una ditta in provincia di Verona, vengono sequestrati altri 240 quintali di olio sofisticato proveniente dalla Spagna, dichiarato extravergine di oliva. Altri 12 quintali sono sequestrati in una ditta a Roma perché spacciati per extravergine.11 febbraio 2009: Nel corso dell'operazione denominata 'San Marzano' sono state sequestrate 142 tonnellate di pomodori, 4.000 litri di olio per il valore di centinaia di migliaia di euro in due container nel porto di Napoli. Il carico era costituito da barattoli di pelati di pomodoro falsamente dichiarati 'vero San Marzano'. Dagli accertamenti eseguiti il pomodoro é risultato essere di origine pugliese. La partita di 'finti' San Marzano era destinata agli Stati Uniti. La Guardia di Finanza del capoluogo campano ha accertato che la società produttrice aveva fatto arrivare i container nel porto per esportarli e avviare poi le procedure di reingresso della merce nel territorio nazionale. In una prima fase dell'operazione sono stati rinvenuti 12 mila barattoli per un peso complessivo di 36 mila chilogrammi, successivamente sottoposti a sequestro per violazione all'art.517 del codice penale con l'aggravante che la frode ha avuto a oggetto alimentari la cui denominazione di origine é protetta. Sono state inoltre rinvenute oltre 1600 bottiglie di olio extravergine di oliva per circa 4 mila litri, anche queste con irregolarità nell'etichettatura. L'indagine della Guardia di Finanza ha portato all'individuazione di altri 130 mila barattoli. Il rappresentante legale dell'azienda, operante nel salernitano, é stato denunciato a piede libero all'autorità giudiziaria competente. L'immissione sul mercato avrebbe creato un illecito guadagno connesso alla vendita di prodotti con marchio falso, applicato per ingannare i consumatori sulla reale qualità di origine del pomodoro. 24 febbraio 2009: L'ICQRF sequestra in Toscana 2000 litri d'olio spacciato per extravergine; in Liguria 1300 bottiglie con etichetta DOP, senza i requisiti richiesti. 26 febbraio 2009: L'ICQRF sequestra in Piemonte 80.000 bottiglie di vino etichettate "white wine" con grado alcolico di 6% vol., inferiore al minimo stabilito per legge.

 

10 marzo 2009: Nell"Operazione Mandarino Food', il nucleo Cites del CFS di Pescara ha sequestrato oltre due tonnellate di prodotti alimentari potenzialmente pericolosi. Ad Alba Adriatica e Martinsicuro sono state sequestrate circa due tonnellate di prodotti più volte congelati e scongelati, in cattivo stato di conservazione, custoditi all'interno di piccoli market gestiti da cinesi; confezioni di prodotti farmaceutici, antidolorifici in particolare, i cui componenti dovrebbero essere sostanze derivanti da animali in via di estinzione e dunque protetti. 13 marzo 2009: Nell"Operazione China Spring', il CFS sequestra in alcuni negozi gestiti da cinesi nel quartiere Prenestino, circa 2000 confezioni di prodotti come té al latte, bevande per adulti e bambini, caramelle e dolciumi, contenenti latte cinese. 3 aprile 2009: la Capitaneria di Porto siciliana ha rinvenuto e posto sotto sequestro 1350 kg di pesce di cui, la maggior parte (850 kg) identificata come gambero rosso proveniente dal Mozambico, in cattivo stato di conservazione, lavorato in locali abusivi con scarsissime condizioni igieniche. L'operazione è stata compiuta dalla Guardia Costiera di Mazara Del Vallo, presso un'azienda locale. 28 aprile 2009: Gli uomini dell'ICQRF e del CFS sequestrano, in un capannone in provincia di Salerno, prodotti alimentari scaduti o in cattivo stato di conservazione: 9 mila uova fresche scadute, 2500 kg di ovoprodotti (misto d'uovo, albume d'uovo, etc) scaduti o in cattivo stato di conservazione, 6800 kg di latte di pecora congelato, bloccato in attesa di definirne la salubrità. E ancora: 300 litri di latte fresco, 70 kg di prodotti da forno e 50 kg di gelati scaduti, 400 kg di prodotti congelati e surgelati di varia natura, in cattivo stato di conservazione. 30 aprile 2009: l'ICQRF di Napoli e il CFS sequestrano a Napoli, presso due ditte di trasporto di Quarto, due cospicue quantità di latte (in totale circa 50.000 litri) di provenienza in parte estera (Germania) e in parte italiana (Piemonte - Sardegna). Riscontrate e contestate irregolarità relative alla tracciabilità del prodotto (in parte latte di dubbia provenienza) ai sensi del Regolamento n°178/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2002; l'utilizzo di contenitori inadeguati sia per motivi igienico sanitari che per interruzione della catena del freddo (contenitori non refrigerati) - Legge 283/1962 art. 5 lett.b; l'utilizzo di autocisterne inadeguate (mancanza di autorizzazione sanitaria per il trasporto) - Legge 283/1962 art.5 lett.b. 13 maggio 2009: Corpo Forestale dello Stato, Polizia di Stato, ICQRF e ASL hanno sequestrato in Toscana 5 quintali di prodotti alimentari provenienti dalla Cina e dalla Thailandia. I prodotti, 400 confezioni tra pasta, riso, latte, carne, pesce, sughi e legumi, erano scaduti, rietichettati con una nuova data di scadenza, con scritte in cinese, in francese e in inglese, ma non in italiano o addirittura sprovvisti di etichetta. Altri prodotti invece erano derivati da animali e piante in via d'estinzione per i quali è vietato il commercio. 18 maggio 2009: l'ICQRF di Palermo, durante i controlli in uno stabilimento vitivinicolo del catanese, ha scoperto un silos di oltre 10mila ettolitri, manomesso e suddiviso in due parti da una paratia per trasportare anche carichi "in nero" di prodotto. Sequestrati, inoltre, 750 litri di vino Nero d'Avola IGT Sicilia, sia imbottigliato che contenuto in bag in box, non giustificato dalla documentazione di cantina ed etichettato in difformità dalle prescrizioni di legge, per mancanza di indicazioni obbligatorie o con indicazioni non consentite. 21 maggio 2009: l'ICQRF sequestra 2,5 tonnellate di carne bovina decongelata e destinata a produrre bresaola della Valtellina IGP. Il sequestro è avvenuto in due stabilimenti in provincia di Milano e di Sondrio il 18 maggio. La carne bovina, proveniente dall'Uruguay, "in evidente stato di alterazione" e con "colore e odore anomali", era destinata a uno stabilimento valtellinese per produrre bresaola: la ditta in provincia di Sondrio aveva ricevuto la carne e il primo maggio l'aveva scongelata, ma dopo essersi resa conto che qualcosa non andava l'ha confezionata nuovamente ed etichettata con data di scadenza 8 maggio, rinviandola allo stabilimento alle porte di Milano. Durante ulteriori approfondimenti, gli ispettori del Ministero hanno constatato che un'altra partita della stessa carne era stata inviata a un altro stabilimento valtellinese che l'aveva messa in lavorazione a maggio per la produzione di bresaola IGP. L'intera partita ha un valore che si aggira intorno ai 34 mila euro. 10 giugno 2009: l'ICQRF di Firenze sequestra 135 kg di lardo e 290 kg di altri alimenti in un laboratorio abusivo in provincia di Massa Carrara. Il laboratorio non aveva autorizzazione sanitaria ed era in precarie condizioni igieniche. Tra i prodotti sequestrati: carni bovine congelate, prive di etichettatura e senza alcuna indicazione di tracciabilità; confezioni di lardo illecitamente evocante la IGP Lardo di Colonnata; carni suine in confezioni sottovuoto anonime (alcune scadute); prosciutti (parte rimanente di una partita in precedenza già sequestrata dall'autorità sanitaria), salumi e formaggi in cattive condizioni di conservazione. 17 giugno 2009: Funzionari dell'Ufficio di Milano dell'ICQRF sequestrano 7 tonnellate e 400 kg di carne bovina e prosciutto cotto avariati e in cattivo stato di conservazione in uno stabilimento di Lentate sul Seveso. Erano sottoprodotti della macellazione e prodotti alimentari e stavano per essere utilizzati nella produzione di preparati gastronomici a base di carne. Tra i prodotti posti sotto sequestro anche 50 kg di ovoprodotti e 10 kg di spezie scaduti da un anno. Tutta la merce era in evidente stato di alterazione e priva di etichetta e indicazioni che permettessero la tracciabilità di filiera, per un valore complessivo di circa 22.000 euro. 18 giugno 2009: Gli uomini dei Comandi provinciali del CFS di Reggio Calabria, Bari, Cosenza, Milano, Napoli, Perugia, Roma, Salerno e Caserta e il Nucleo Agroalimentare e Forestale (NAF) dell'Ispettorato generale avviano un'operazione per contrastare le contraffazioni di quattro marchi di salumi DOP tipici della Calabria: salsiccia, capocollo, soppressata e pancetta. Nell'operazione sono state coinvolte 80 pattuglie del CFS, che in tre giorni hanno verificato le attività di 500 punti vendita in Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Umbria e Lazio. Sequestrati 50 quintali di salumi e insaccati calabresi falsificati nei banchi di vendita di molti supermercati o stoccati presso i magazzini di deposito su cui erano stati apposti illegalmente marchi tutelati o che comunque evocavano indicazioni geografiche protette non veritiere. 2 luglio 2009: l'ICQRF sequestra 2.880 litri di olio extravergine di oliva. L'olio, destinato al mercato come olio extravergine di oliva, è stato prelevato in uno stabilimento di confezionamento di Spoleto. Sottoposto ad analisi il prodotto è risultato, invece, contenere oli rettificati. 20 luglio 2009: l'ICQRF in provincia di Napoli, in collaborazione con l'ASL di Napoli, blocca una cisterna contenente 13.700 kg di latte vaccino e 3.200 kg di latte bufalino. La partita di latte in questione è risultata priva della tracciabilità in quanto carente nella documentazione giustificativa, che non indicava il destinatario finale del prodotto. 24 luglio 2009: l'ICQRF a Peschiera Borromeo (MI) sequestra 27.012 confezioni da un litro e 17.066 confezioni da mezzo litro per complessivi 35.545 litri di latte. La partita di latte sequestrata era composta da una miscela di latte ungherese e italiano e veniva spacciata per latte 100% italiano. 28 luglio 2009: Funzionari dell'Ufficio periferico di Roma dell'ICQRF hanno posto sotto sequestro amministrativo 11.242 litri di olio di semi di soia OGM, confezionato e pronto per la vendita. L'olio sequestrato è risultato essere 'olio raffinato di semi di soia prodotto da seme geneticamente modificato ad uso alimentare'. La merce, scoperta nell'ambito di indagini su un traffico di olio extravergine sofisticato mediante aggiunta di soia e venduto porta a porta, era etichettato irregolarmente: veniva omessa l'indicazione relativa alla presenza di OGM (contrariamente a quanto previsto dalla vigente normativa comunitaria che prevede l'obbligo di assicurare la trasmissione al consumatore dell'informazione sui prodotti alimentari ottenuti da OGM).

 

29 luglio 2009: l'ICQRF di Conegliano e il Corpo forestale dello Stato di Verona e Vicenza, nel corso dell'Operazione "Mozzarella in Carrozza", sequestrano in Veneto un ingente quantitativo di mozzarella, spacciata per mozzarella di bufala campana DOP. Il sequestro è stato effettuato nel corso di un controllo stradale nei pressi del casello di Affi (VR): un corriere è stato colto in flagranza mentre caricava i prodotti contraffatti sulla propria autovettura all'uscita dell'autostrada. Scoperto anche un caseificio di S. Cipriano d'Aversa (CE) che utilizzava illecitamente la ragione sociale di una ditta non più operante da tempo e distribuiva in commercio prodotti caseari contraffatti con la denominazione di origine protetta "Mozzarella di bufala campana DOP". Sull'etichetta erano inoltre presenti false attestazioni di qualità rilasciate da un organismo di certificazione non attivo da diversi anni. Un'altra partita di prodotto contraffatto è stata sequestrata presso un rivenditore della provincia di Brescia. Nel corso delle operazioni è stato scoperto un deposito abusivo di prodotti alimentari situato a Bardolino (VR) al cui interno era stoccata parte delle mozzarelle contraffatte e altri generi alimentari. A Caprino Veronese e a Desenzano del Garda sono state poste sotto sequestro più di 150 confezioni di falsa mozzarella di bufala campana commercializzata come DOP. 30 luglio 2009: operazione 'Swordfish' e operazione 'Pesce Giallo'. Nella prima, che ha visto impegnati per tre giorni nel basso Tirreno e nel canale di Sicilia mezzi aeronavali della Guardia Costiera nell'attività di controllo della pesca, sono stati sequestrati 57,5 chilometri di reti illegali particolarmente dannose per l'ecosistema marino (le c.d. "spadare" - vietate ormai da diversi anni- e le "ferrettare"- consentite ma utilizzate, nell'occasione, in maniera illegale); 3754 chili di pescato tra cui 121 pesci spada (per un totale di 2931 kg), 25 tonni rossi (504 kg.), 10 tonni ala lunga (109 kg.). Sanzionati per pesca illegale 8 pescherecci oltre ad un'unità da diporto intenta abusivamente in questa attività. La seconda operazione, "Pesce Giallo", ha riguardato controlli compiuti in tutt'Italia dal personale della Guardia Costiera principalmente nei ristoranti, con particolare riguardo a quelli di cucina etnica. Oltre 1300 i locali ispezionati e in circa 250 casi sono state riscontrate irregolarità nella conservazione del pescato - avvallate dal personale dei locali presidi sanitari - o nella vendita di prodotto non conforme alle specifiche dichiarate (ad esempio, in alcuni ristoranti, prodotto decongelato servito per fresco; pangasio servito per platessa e per filetto di gallinella; verdesca servita per filetto di platessa). Nel corso dell'operazione sono state elevate sanzioni per circa 300.000 Euro e per 2 ristoranti e 1'esercizio commerciale cinesi del Barese, per violazioni igienico-sanitarie, frode in commercio e truffa, è stata disposta la chiusura del locale. 5 agosto 2009: l'ICQRF - a seguito dei controlli che il 28 luglio hanno portato al blocco di più di 11.000 litri di olio di semi di soia geneticamente modificata irregolarmente etichettato perché privo di ogni riferimento della presenza di OGM - ha sequestrato altri 8.180 litri di olio pronto per essere commercializzato e che in etichetta non aveva alcun riferimento al fatto che fosse ottenuto da seme geneticamente modificato. Il sequestro è avvenuto presso una ditta di Cori e una di Aprilia, in provincia di Latina. Complessivamente sono stati posti sotto sequestro circa 20.000 litri di olio confezionato e pronto per essere venduto. Nell'ambito delle stesse indagini, l'Ufficio periferico di Bari dell'Ispettorato ha posto sotto sequestro amministrativo 2.255 imballaggi, della capacità complessiva di oltre 12.000 litri, privi di qualsiasi riferimento alla materia prima geneticamente modificata sebbene l'azienda commercializzasse esclusivamente tale tipologia di prodotto. 27 agosto 2009: Gli uomini del CFS e dell'ICQRF sequestrano 400 chili di fitofarmaci, non più ammessi in agricoltura per la coltivazione di oliveti, per un valore di circa diecimila euro. I fitofarmaci sono stati trovati presso una ditta della provincia di Bari che svolgeva anche attività di molitura di olive e di confezionamento e commercializzazione, all'ingrosso e al dettaglio, di oli alimentari. Nell'ambito dei controlli sui prodotti agroalimentari certificati DOP e IGP è stato trovato, all'interno di un supermercato di Putignano, formaggio porzionato erborinato con la dicitura "Bergarder Gorgonzola". Il prodotto è stato sottoposto a sanzione amministrativa perché realizzato in violazione della normativa sui prodotti di Denominazione di Origine Protetta nonché di quella sull'indicazione degli ingredienti sull'etichetta. 31 agosto 2009: Il Corpo forestale dello Stato chiude uno stabilimento lattiero caseario in provincia di Bari, per le precarie condizioni igienico sanitarie dei locali adibiti allo stoccaggio dei latticini trasformati e non autorizzati dall'autorità sanitaria. I locali utilizzati per la conservazione dei prodotti lattiero caseari erano stati aggiunti abusivamente a quelli già autorizzati dalla Asl competente. 12 settembre 2009: Operazione "Amarone Ter". Nel Comune di Fara Novarese, Provincia di Novara, il Corpo Forestale dello Stato dei comandi di Vicenza e Novara in collaborazione con l'ICQRF di Torino ha provveduto a effettuare dei sequestri di materiale attestante una vasta falsificazione a danno di uno dei più pregiati vini italiani: l'Amarone della Val Policella - Verona. Il vino veniva abilmente contraffatto, mediante l'utilizzo di un ingente numero di etichette mendaci, inviato ad una nota ditta danese di intermediazione e poi venduto ad una grande catena di distribuzione della Danimarca. Una famosa e rinomata cantina di Fara Novarese ha ideato, con il supporto di un mediatore locale di origini italiane che opera in Danimarca, un sistema di moltiplicazione esponenziale di vino Valpolicella tipologia "Amarone", "Ripasso" e altri vini pregiati sfruttando dei piccoli carichi regolari di Amarone che venivano moltiplicati con del comune vino da tavola, di provenienza francese per il 60% e italiana per il 40%, per un totale 952.084 litri. La cantina commercializzava il prodotto con un'etichettatura che attestava origine e provenienza diversa da quella reale. Nell'ambito dell'operazione sono state sequestrate 200.000 etichette di diverse tipologie, oltre 10.000 capsule e varia documentazione amministrativa. Si presume che il volume di bottiglie contraffatte di Amarone e altri vini pregiati negli ultimi 3 anni, dal 2007 al 2009, ammonti a circa 1.200.000 bottiglie con un guadagno illecito che si può stimare in 2.500.000 Euro. 23 settembre 2009: Il Corpo Forestale dello Stato sequestra nel salernitano oltre 30 quintali di fette biscottate, brioches, marmellata, zucchero e biscotti alla panna, confezionati in dosi monouso e destinati ad aziende ospedaliere, mense scolastiche, ristoranti e società di trasporto pubblico di rilevanza nazionale. I prodotti, che venivano confezionati da una società locale, senza le previste autorizzazioni sanitarie, per conto di altre ditte che li commercializzavano a grosse società pubbliche, erano in un fabbricato agricolo di circa 700 metri quadrati, utilizzato abusivamente per attività industriale e commerciale in provincia di Salerno. I generi alimentari, inoltre, erano stoccati in strutture dove si trovava un serbatoio contenente oltre 10 quintali di idrocarburi, motoseghe, decespugliatori, saldatrici, smerigliatrici e altri utensili per lavorazioni varie. L'operazione è stata eseguita dal personale del Comando Stazione di Foce Sele (SA) del Corpo forestale dello Stato, in località La Pila nel Comune di Capaccio (SA). Dalle indagini della Forestale è emerso inoltre che il fabbricato agricolo sequestrato era stato realizzato in difformità al permesso di costruire, con successivo cambio di destinazione da deposito agricolo ad attività industriale e commerciale. Sono ancora in corso indagini per individuare gli altri acquirenti finali dei prodotti realizzati. 25 settembre 2009: Operazione congiunta eseguita dai militari del comando provinciale della GdF di Taranto e dall' ICQRF che ha portato al sequestro di 362.300 litri di mosto e 7600 litri di 'Primitivo di Manduria DOC 2008'. I prodotti vitivinicoli erano privi della documentazione per la corretta identificazione del prodotto e della documentazione contabile; 26 settembre 2009: Funzionari dell'Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari del Mipaaf, dell'ufficio periferico di Conegliano, sequestrano 428.794 kg di mele e 36.196 kg di pere. La frutta era priva della documentazione inerente alla tracciabilità del prodotto prevista dalla vigente normativa comunitaria. Il sequestro è avvenuto in un'azienda della provincia di Padova iscritta nell'elenco dei preparatori di prodotti da agricoltura biologica. Durante l'attività istituzionale di controllo, i funzionari dell'ICQRF hanno riscontrato che, nonostante l'azienda fosse autorizzata al ritiro, alla preparazione e alla commercializzazione di ortofrutta esclusivamente proveniente da agricoltura biologica, preparava anche prodotti convenzionali, utilizzando la stessa linea di lavorazione sia per la frutta biologica che per quella convenzionale. 5 novembre 2009: funzionari dell'Ufficio di Conegliano dell'ICQRF hanno sequestrato, presso uno stabilimento enologico in provincia di Treviso, 27.200 litri di Vino contenuto in un serbatoio in cemento vetrificato etichettato come PINOT GRIGIO VENETO IGT, nonostante dalla contabilità non risultasse che la cantina avesse la disponibilità di tale prodotto. 25 novembre 2009: funzionari dell'Ufficio di Conegliano dell'ICQRF hanno sequestrato, presso uno stabilimento enologico in provincia di Verona, n. 5.028 bottiglie di spumante della capacità di 0,75 cadauna che sul capsulone riportavano l'indicazione "Republique Française" che induce in errore il consumatore in merito all'origine del prodotto; 11 novembre 2009: L'ICQRF sequestra in provincia di Cagliari 459 Kg di patate da consumo di origine francese etichettate con Origine "Italia". Nel corso della stessa operazione il 23 novembre sono state sequestrate, in provincia di Verona, kg 440 di provenienza sia italiana che francese, ma tutte etichettate come "Patata tipica "dorata" dei terreni rossi del Guà Cologna V. (VR). 23 novembre 2009: l'ICQRF di Torino, nell'ambito di una più vasta indagine di polizia Giudiziaria, che vede coinvolti anche gli uffici di Bari e Napoli, su delega della Procura della Repubblica di Foggia, ha sequestrato circa 300.000 litri di mosto bianco dichiarato da uve moscato e circa 157.000 litri di vino spumante di qualità aromatico moscato in corso di elaborazione, illecitamente qualificati come provenienti da varietà moscato. 25 e 26 novembre 2009: l'ICQRF di Roma hanno sequestrato penalmente, presso tre ristoranti della capitale, circa 128 kg di diversi prodotti alimentari congelati e surgelati (Funghi porcini, gnocchi, spinaci, cicoria, calamari, Filetti di pangasio, patate, carciofi, preparati per risotti e pasta, ecc), somministrati come freschi.

3 dicembre 2009: l'ICQRF della provincia di Vicenza, presso uno stabilimento che produce conserve vegetali impiegando, tra gli altri ingredienti, aceto di vino, sono stati sequestrati 1.350 litri di "Acido Acetico sol 80%", prodotto che non può essere utilizzato né detenuto presso stabilimenti che producono prodotti alimentari e conserve all'aceto.

17 e 18 dicembre 2009: l'ICQRF e il CFS hanno realizzato un'azione mirata di controllo diretta a verificare la conformità delle informazioni concernenti l'etichettatura, la pubblicità e la presentazione dei prodotti alimentari tipicamente commercializzati nel periodo natalizio, presso la grande distribuzione commerciale e presso i discount e gli hard-discount.

 

 

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