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GRECIA: L'AFFASCINANTE PAESAGGIO DELLE "METEORE"
Queste rocce, immerse in una natura selvaggia e inaccessibile, offrirono facili nascondigli contro gli invasori che penetravano in Tessaglia, poi furono utilizzate come eremi da alcuni asceti per isolarsi dal mondo per avvicinarsi a Dio.
Il paesaggio mozzafiato delle meteore

Testo e foto di FRANCO SALUSSOLIA 

 

Franco Salussolia, ha viaggiato con il suo camper attraverso vari Paesi, spingendosi dal Marocco a Capo Nord, dall’Ucraina al Portogallo, dall’Albania alla Polonia e in tutta Italia.

Direttore Editoriale di “Via col camper”, periodico sponsorizzato da “I Professionisti”, concessionari più importanti di Roma e Lazio e tra i maggiori d’Italia di autocaravan nazionali ed esteri, racconta sulla rivista le esperienze di viaggio vissute, documentandole con le sue fotografie. web: www.iprofessionistidelcamper.com

 

 

Le Meteore si presentano uniche non soltanto perché ospitano arditi edifici monastici, ma anche per l’affascinante fenomeno geologico d’origine incerta che riproducono, ancor oggi oggetto di studi. Al momento, la teoria più attendibile è quella del geologo tedesco Philipson, che ritenne queste gigantesche rocce formate dai detriti trasportati da un impetuoso fiume che ricopriva l’intera Tessaglia. Nel corso di varie ere geologiche, a causa del naturale ritiro delle acque, questi detriti si depositarono e lentamente subirono profonde fratture, assumendo l’attuale forma.

Resta a noi difficile immaginare questo ipotetico processo geologico durato milioni di anni, eppure le Meteore, monoliti di roccia arenaria, potrebbero essersi così formate.Queste rocce, immerse in una natura selvaggia e inaccessibile, offrirono facili nascondigli contro gli invasori di ogni razza che penetravano in Tessaglia e ben presto furono utilizzate come eremi da alcuni asceti che intendevano isolarsi dal mondo per avvicinarsi a Dio, vivendo di privazioni e rinunce, dando vita alle prime dimore fisse della zona, nascoste negli anfratti e sulle cime delle Meteore, raggiungibili attraverso arditi passaggi o salendo su corde che erano poi ritirate.La storia delle Meteore (alla lettera “che sta in cielo”, “che sta in alto”) è ricca di leggende che si perdono nel tempo. Da una ridotta entità monastica, si arriva con il XIV sec. alla presenza di una ventina di monasteri dei quali restano attivi e visitabili soltanto sei. I rimanenti, attraverso alterne vicende, si sono trasformati in inaccessibili e silenziose rovine.I sei monasteri ancora efficienti sono il Gran Meteoro o della Trasfigurazione, di Varlaam, di Santo Stefano, di San Nicola, di San Roussanou e della Santa Trinità, tutti raggiungibili attraverso rampe di scale talvolta ripide e cunicoli scavati nella viva roccia. Raggiunti, si avverte lo spirito di fede, di sacralità e di meditazione che emanano e che spinsero i primi monaci a realizzare queste isolate strutture. Dalle loro terrazze si colgono viste e panorami che tolgono il respiro e negli interni si possono visitare musei e cappelle che conservano tesori ed espressioni dell’arte monastica ortodossa, come documenti ecclesiastici, codici miniati, affreschi, crocefissero, parametri sacri e preziose icone d’incomparabile fattura.La visita è consentita indossando idonei vestiti che devono coprire braccia, spalle e gambe, anche se all’ingresso sono offerti “premurosamente” scialli, pantaloni e gonne. I monaci da parte loro indossano la classica corta tonaca e pantaloni a vista entrambi neri e tutti hanno una folta barba, accompagnata spesso da lunghi capelli.Il Gran Meteoro è il più antico fra tutti. Fu edificato intorno alla metà del XIV sec. da Atanasio, cui spetta il vanto di aver organizzato la prima comunità monastica. Molto vasto, contiene gli spazi per la vita di tutti i giorni come la grande cucina, il refettorio, la cappella e persino un ospedale. Il monastero attraverso i suoi seicento anni di vita ha favorito la conservazione di rari cimeli nazionali e religiosi, garantendo il tramandarsi della tradizioni ortodosse e nazionali dell’ellenismo. Il più spettacolare per  la sua arroccata posizione sulla guglia di una meteora è senza dubbio quello di San Roussanou, nella cui chiesa della Metamorfosis si possono ammirare alcuni bellissimi affreschi di scene cruente (1560), realizzati dagli iconografi della scuola di Creta.Tutti i monasteri (Patrimonio UNESCO dal 1988) sino all’inizio del XIX sec. erano raggiungibili soltanto attraverso vertiginose scale di corda che richiedevano coraggio e prestanza fisica, anche se i più anziani e meno prestanti potevano avvalersi di ceste di corda tirate da carrucole, impiegate anche per le merci, ceste ancor oggi utilizzate per sollevare i prodotti necessari ai consumi giornalieri. Un servizio pubblico di bus collega la vicina Kalambaka e il piccolo centro di Kastraki con tutti i monasteri, permettendo agevolmente la visita. Le vie di comunicazione sono strette e ridottissimi gli spazi di parcheggio, pertanto si sconsiglia l’uso del proprio mezzo.

Al termine delle visite, si potrà rientrare a piedi, facendo una lunga passeggiata tutta in discesa di circa due chilometri, che permetterà di godere un’immersione totale nell’irreale e inimmaginabile scenario delle Meteore colte nel loro insieme, con scorci sulla pianura e sui monoliti svettanti nel cielo limpido della Tessaglia: le immagini osservate si conserveranno a lungo e si potranno fare spettacolari riprese specialmente con la calda luce del tramonto.Numerosi sono i campeggi nella zona (qualche anno fa ne esisteva soltanto uno), tutti con grande offerta di acqua e servizi inclusi, quali market, ristorante, bar, piani di cottura, barbecue, lavatrici e frigoriferi. Tutti ombrosi, freschi e con piscina (periodi estivi), hanno costi contenuti e allineati agli altri del resto della Grecia.Per chi arriva via mare, le Meteore sono facilmente raggiungibili da Igoumenitsa, percorrendo l’autostrada che passa per Joannina, Metsovo e il passo di Katara.Poste quasi al centro della Grecia continentale, le Meteore possono rappresentare una meta iniziale o intermedia di un viaggio che potrà essere svolto nel periodo estivo, abbinando itinerari che includono località di mare o in altri periodi dell’anno (senza dubbio più tranquilli), seguendo interessi prettamente turistici, raggiungendo, per esempio, le rovine e il museo di Delphi, e, proseguendo verso Sud, Patrasso, Atene e i siti archeologici del Peloponneso.Procedendo verso Nord, s’incontreranno, primo fra tutti, il Monte Olimpo, la mitica sede degli dei greci, la vivace Salonicco, la penisola calcidica con le sue bianche spiagge, Kavala, l’isola di Thassos e altro ancora, come il passaggio in Turchia, altra meravigliosa terra da visitare. L’imbarazzo della scelta sarà veramente notevole, grazie anche al nostro amico camper!

 

 

INFO

Kastraki (Kalambaka): ”Vrachos Kastraki camping” (apertura annuale) sulla strada per le Meteore (all’uscita bus stop per i monasteri); piscina (periodo estivo); tariffe speciali per gruppi.

Tel. +30 2432 022293 fax +30 2432 023134

www.campingmeteora.gr  e-mail: kastraki@meteoracamping.gr

Coordinate GPS: 39,71300°N  21,61601°E

 

Visita dei monasteri

Gran Meteoro: 9-17 chiuso martedì

Varlaam: estate 9-13/15:20-18 chiuso giovedì, inverno 9-15 chiuso giovedì e venerdì

Santo Stefano: estate 9-13/15:20-18 chiuso lunedì

San Nicola: 9-17:45 chiuso venerdì

San Roussanou: estate 9-18, inverno9-13/15:20-18

Santa Trinità (Triada): estate 9-13/15:20-18 chiuso lunedì

 

Come arrivare

Bari- Igoumenitsa con Ventouris Ferries (Mediterraneo Traghetti - Roma tel. 0647825134).

Possibili altre soluzioni di partenza/arrivo con altre linee marittime o via terra.

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