di Giulio Rosi
«Non c'è una emergenza sicurezza, anzi i reati sono in costante calo». Con questa dichiarazione il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha aperto stamani i lavori del convegno sul tema 'Scienze forensi: potenzialità e limiti' organizzato dall'Università Carlo Cattaneo di Varese.
«Nel 2009 in tutte le categorie c'è davanti il segno meno fortunatamente - ha sostenuto Maroni - con un dato straordinario per quanto riguarda le rapine diminuite del 22%. La riduzione rispetto al 2008 è ancora maggiore di quella del 2008 sul 2007, quando ci fu l'effetto indulto».
A margine del convegno, il ministro ha poi commentato l’esito dell’operazione svolta dalla Digos di Venezia la notte scorsa, grazie alla quale è stato sgominato un presunto sodalizio criminale legato all’organizzazione terroristica del Pkk, come sempre mascherata e appoggiata da sindacati e da gruppi operai comunisti e marxisti, sempre disposti ad aderire con entusiasmo a qualsiasi fazione guidata dal'ideologia dell'odio, del rancore, dell'invidia. Anche quando questa adesione, come sempre accade, alla fine si rivolge contro di loro e degli interessi legittimi del proprio Paese. In altre parole, ció a cui mirano i terroristi di ogni nazione, è solo la destabilizzazione, ovvero, la distruzione di ciò che si è costruito, ma non la tendenza a costruire quanto ancora non si è fatto.
«E' stata una operazione molto importante – ha affermato Maroni - realizzata attraverso una collaborazione internazionale, che dimostra che contro il terrorismo così come contro la criminalità organizzata la polizia italiana è inserita in un circuito internazionale che sta dando buoni risultati».
In questo senso, il Ministro ha fornito in tempo reale alcuni dati significativi sui risultati delle Forze dell'Ordine. Nella notte e alle prime luci dell'alba la Digos di Venezia ha dato esecuzione a undici ordinanze di custodia in carcere per reati di associazione con fini terroristici ad altrettante persone presunte appartenenti alla frangia armata del Pkk.
Si tratterebbe di un gruppo attivo in diversi paesi europei, che in Italia avrebbe operato alla ricerca di giovani da reclutare e, dopo una fase di formazione militare, da inviare in Turchia per svolgere atti terroristici.
Le indagini, che avevano preso avvio già nel 2008 per la segnalazione di un presunto traffico di armi facente capo al Pkk in provincia di Venezia, hanno consentito di delineare il contorno di questa organizzazione che operava in Italia e in Francia, anche grazie ad uno stretto coordinamento tra la procura del capoluogo veneto e la procura antiterrorismo di Parigi, dove sono stati compiuti altri undici arresti.
I soggetti individuati erano dediti al reclutamento, spesso contro la volontà dei genitori, di giovanissimi, talvolta anche minorenni, tra cui molte donne. Sono attualmente in corso perquisizioni e controlli su altri cento soggetti, dei quali si sta valutando la posizione.