Federica Festinese durante il suo servizio del 112 GUBBIO - Federica Festinese "Le mie corse per arrivare in tempo"...Ma poi il mio Salvatore, Giulia e il cavallo mi fanno vivere la realtà.

Intervista di Paola Pacifici

Le interviste sono pubblicate integralmente come inviate dall’intervistato

Federica, una giovane donna con Salvatore, suo marito e una giovanissima figlia Giulia. Con una vita  di dolori e gioie come tante donne italiane. Ma  la sua volontà la porta ad avere dei risultati e soddisfazioni. Come definisce la sua vita?
La mia vita la definisco un tornado di emozioni, si è vero la vita mi ha tolto tanto, forse troppo ma mi ha regalato anche tante gioie e nonostante tutto non la cambierei mai per nessuna.

Dopo la morte prematura di suo padre Gennaro, napoletano, mette tutta la sua forza e diventa “Campionessa Mondiale  di Tiro con l’Arco”…Come nasce e perchè questa passione?
La passione del tiro con l’arco nasce grazie a mio nonno Giacomo, un arbitro federale che sin da piccolina mi portava sui campi di tiro.

Che cos’è il “tiro con l’arco”? Certamente  si pensa che non sia uno sport per le donne ma lei dimostra che non è cosi. E’ forse “anche una rivalsa verso il mondo maschile” o…?
Il tiro con l’arco è uno sport bisessuale nel senso che ci sono sì tanti maschi a praticarlo ma anche le donne hanno una gran bella fetta di parte, il tiro con l’arco è concentrazione, passione, forza (poca) perché il suo lavoro è prettamente scapolare.

La sua vita continua con determinazione….arriva l’esercito…. Si arruola dove?
Mi sono arruolata nei paracadutisti dove ci sono stata per ben 5 anni, gli anni più belli che si potessero vivere. Io credo che sia in esperienza unica e che specialmente oggi con questa gioventù contorta andrebbe rimessa la leva obbligatoria per entrambi i sessi, risolveremo tanti problemi che esistono oggi tra i giovani.

A questo punto nel suo cv c’è Salvatore  e allora cosa cambia e come?
si conobbi Salvatore nel 2014 a Gubbio la città che tanto amo, ci frequentammo poco perché fu un fulmine a ciel sereno e insieme decidemmo subito di andar a convivere in Francia a Parigi dove ci siamo stati per 5 anni.

La famiglia, nel frattemo è arrivata Giulia, nasce a Cannes, rientra in Italia  e tutta la sua forza e volontà la mette in un lavoro che voleva fare…diventa autista di un ambulanza…cioè? 
si nasce Giulia nel 2018 e nel 2019 ci siamo sposati io e Salvatore rientrati in Italia io intraprendo la carriera da autista soccorritore presso la croce Bianca, un lavoro che mi gratifica, mi completa e che amo.

Un lavoro che vede e tocca con mano le sofferenze, il dolore. Bisogna andare veloci, i minuti contano, ma sempre in sicurezza. E’ tutto molto importante?
La sicurezza è la prima cosa sia per l’equipaggio che per il paziente stesso che si ha a bordo, si cerca di fare tutto molto in fretta così da poter salvare la vita delle persone, la concentrazione e tutto ma è seguita dalla capacità di diagnosticare nel breve tempo il problema che si ha dinnanzi così da non commettere errori che potrebbero danneggiare la vita umana. 

E i cavalli perchè, la sua passione coltivata fin da piccola, adesso completa la sua vita, la vostra vita?
Sì i cavalli una passione che ci accomuna tutti e tre, stare con i cavalli significa perdersi nel silenzio del binomio tra amazzone e cavallo, il cavallo capisce tutto di te e cerca di alleggerire qualsiasi cosa tu stia passando dentro.

Federica cosa vuol dire “andare a cavallo” …è vivere in un altro mondo e vederlo dall’alto quando si monta?
Quando si monta ci si perde nell’eleganza del cavallo, subentra un meccanismo che unisce entrambi un momento tutto tuo con il cavallo lì dove ci sono le tue paure lui ti aiuta a superarle e allo stesso tempo le paure il cavallo le supera perché si fida di te che lo guidi. 

Federica, indubbiamente è un esempio per tante donne. Ma per una donna come “lei”, ” che vive”, cosa c’è domani?
Non faccio progetti nella mia vita, ho imparato a non farli ma un obbiettivo me lo sono posto, comprare casa, si la nostra casa ❤️