TRAPANI – Tutto per loro Il Brigadiere Alberto Catalanotti: le Fiamme Gialle, l'Unione italiana cechi e ipovedenti, il teatro e poi ...

Intervista di Paola Pacifici

Le interviste sono pubblicate integralmente come inviate dall’intervistato

 
Alberto Catalanotti, Brigadiere della Guardia di Finanza, come nelle Fiamme GIalle anche oggi  è accanto al sociale  quindi hai un importante inserimento nell’Unione Italiana Ciechi  e Ipovedenti  di Trapani?
 
Importante è poter aiutare in qualsiasi modo l’Unione, in questo caso la sezione di Trapani, la città in cui vivo, organizzando eventi che mi vedono coinvolto in fase organizzativa e partecipando attivamente ad esse. Il fatto che lo abbia fatto in passato anche per la Guardia di Finanza mi ha favorito dal punto di vista di esperienza e comunque il mio contributo è sempre da considerare una goccia in un mare di necessità e di priorità.
 
Il tuo contributo è sopratutto per chi e con chi?

Come ho detto io mi metto a disposizione dell’Unione con 500 soci, dai disabili ai loro parenti e amici e ci sono anche soci sostenitori, per eventuali eventi come organizzare spettacoli teatrali o come, a breve, sarà pubblicata una raccolta di racconti a fumetti che ha come tema il mondo dei non vedenti: “Oltre il buio” Questa raccolta esplora il tema della cecità come punto di partenza per riflettere sulla percezione, la diversità e l’incontro con l’altro. Attraverso linguaggi visivi e narrativi differenti, le autrici e gli autori coinvolti danno voce a storie che parlano non solo dell’assenza della vista, ma della ricchezza di sguardi possibili sul mondo. Il progetto nasce con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sul tema della disabilità visiva, restituendo dignità, complessità e umanità a chi vive un’esperienza spesso ridotta a stereotipo. Ogni racconto affronta la cecità da una prospettiva diversa — ora intima, ora ironica, ora poetica o drammatica — per mostrare come la diversità non sia un limite, ma un linguaggio attraverso cui comprendere meglio noi stessi e la realtà che ci circonda. “Oltre il buio” è dunque un invito a vedere oltre l’apparenza, a riscoprire la forza dell’ascolto, del tatto, della memoria e dell’immaginazione. Un viaggio nel mondo dei sensi, ma anche nella sensibilità: quella che ci unisce come esseri umani, al di là di ogni barriera visibile o invisibile. Naturalmente le sceneggiature allegate saranno in braille per dare la possibilità ai non vedenti di “vedere” leggendo il fumetto.

Come e perchè nasce l’idea del “teatro”?

Il teatro è una forma di arte e cultura che tradizionalmente si basa molto sulle immagini visive. Per chi non vede, però, questo può rappresentare una barriera alla comprensione ma attraverso al testo recitato sul palco si permette allo spettatore non vedente di immaginare costumi, scenografie, azioni e movimenti, dando pieno senso alla messa in scena. Si sfruttano suono, voce, ritmo, musica, rumori d’ambiente e anche elementi tattili per raccontare la storia. Questo non solo compensa la mancanza della vista, ma può arricchire l’opera stessa con nuove intenzioni espressive e percorsi sensoriali alternativi alla visione.

Come regista, come insegni  “il teatro”?  Loro sono anche gli “attori”?

Chi non vede naturalmente ha delle oggettive difficoltà sia nell’ imparare il testo, che naturalmente non possono leggere, sia nei movimenti di scena, sempre limitati e determinati con scientifica precisione. Di solito realizzo delle registrazioni audio interpretando tutti i ruoli con le giuste intenzioni e intonazioni che gli attori, tutti bravissimi, poi reciteranno ognuno con le loro capacità interpretative.

Quanto è importante  per la loro vita sociale  questo impegno teatrale … Di cosa hanno bisogno?

Credo che fare parte di una compagnia teatrale sia importante per qualsiasi individuo, fare parte di una forza collettiva , dove il singolo diventa unione, lo diventa ancora di più quando la disabilità diventa un valore aggiuntivo per l’aggregazione e non motivo di isolamento sociale.

Il volontariato è—–?

Il volontariato è, o almeno dovrebbe essere disinteressato e senza secondi fini, non deve essere bandiera o proclama di qualsiasi ideologia politica o partitica ma deve essere strumento di empatia assoluta verso chi soffre o ha difficoltà concrete nel vivere la vita di ogni giorno. Il volontario è come il trucco di una magia: c’è ma non si vede.

Grande volontà, grande forza ” Loro non vedono.. ma fanno vedere” attraverso te?

Quello che in questi anni i ciechi mi hanno fatto vedere è che una grande forza interiore nasce dalle difficoltà e non dai privilegi e che bisogna lottare sempre e mai arrendersi al primo ostacolo, visibile o no.

Una tua opera “La Fortuna è cieca”, che messaggio ,, non solo per loro… ma anche  per tutti noi?

Credo che la fortuna sia l’unica cosa che può permettersi di essere cieca nel nostro mondo, ma “vedere” gli altri deve essere obbligatorio per ogni essere umano, stare vicino a chi soffre, a chi ha bisogno di aiuto.

Stai preparando  per la Unione Italiana Cechi e Ipovedenti di Trapani un …?

Come ho anticipato appena sarà pubblicato sarete i primi ad averne una copia del fumetto che stiamo realizzando.