TRAPANI – Un modo di vivere L'avvocato Pietro Bruno: L'apnea è uno stato di sospensione

Intervista di Paola Pacifici

Le interviste sono pubblicate integralmente come inviate dall’intervistato

Con il campione Umberto Pellizzari

Avvocato, lei è un apneista? Cioè e perché?

Vivendo a Trapani, una meravigliosa città che si estende tra il Mediterraneo e il mar Tirreno, fin da piccolo il mare ha rappresentato il mio modo di vivere e di essere. Fin da piccolo ero attratto dalla sfida dell’immersione e della pesca subacquea, che praticavo da autodidatta tutto l’anno. Ho sempre preferito l’apnea all’immersione con autorespiratore perché a mio avviso è un modo più spontaneo e naturale di approcciarsi con il mare e con sé stessi.  L’apnea per me è un’occasione introspettiva, un confronto intimo totalizzante che mi rinnova ad ogni allenamento.

Lei fa parte di una squadra, cosa vi accomuna?

Più che una squadra faccio parte di un gruppo di atleti. Ci sono persone di ogni età, dai 18 anni ai miei 60 e siamo accomunati dalla passione per questa disciplina davvero impegnativa che, tuttavia, è inclusiva senza preclusioni di sorta. Ognuno ha sempre da imparare ed è sorprendentemente motivo di imitazione. Il nostro coach, Jimmy Montanti, è per me un amico d’infanzia che ha sfidato il mare con rispettoso timore, esperienza che ci trasmette in ogni lezione sia in piscina che in mare aperto.

Che tipo di preparazione fisica è necessaria?

Fondamentale per questa disciplina è la respirazione. Imparare a respirare, sembra una banalità, ma è indispensabile sia dentro che fuori dall’elemento acqueo. Io uso la respirazione come antistress tutti i giorni e ne traggo enormi benefici sia nel corpo che nella mente. Naturalmente il fisico deve consentire il movimento coordinato di braccia e di gambe; quindi, all’inizio qualcuno potrebbe non riuscire a completare il training di allenamento.

C’è differenza, se c’è, e quale fra la preparazione per una donna o per un uomo?

Il bello di questa attività è che è proprio per tutti senza alcuna differenza di genere. Il limite da infrangere, nella più assoluta e completa sicurezza, è quello della saturazione di Co2 nel sangue e perciò sarà più resistente chi avrà maggiore controllo del proprio corpo attraverso un mindset consapevole.

Si può definire uno sport, o ?

È uno sport a tutti gli effetti, con diverse discipline nelle macroaree della statica e della dinamica, indoor e in acque libere, senza attrezzi e con attrezzi, pinne e monopinna, discesa in assetto costante e in assetto variabile e anche la pesca subacquea. Molte di queste discipline sono disputate anche in ambito olimpico e paralimpico. Nell’apnea sono estremamente importanti l’approccio mentale e il connubio mente-corpo. Questo fa dell’apnea una disciplina equilibrata e completa, ricca di risvolti positivi, anche in molti aspetti del vissuto quotidiano

Che differenza fra l’apnea in piscina, in mare calmo o in mare mosso?

La piscina è il luogo ideale per imparare e fare pratica, vi sono impianti anche in luoghi lontani dalle acque libere e ciò permette davvero a tutti di praticare questo sport. Quando il mare è mosso bisogna valutare le condizioni di assistenza al tuffo, ma soprattutto l’intensità della corrente subacquea che può compromettere le condizioni di sicurezza dell’atleta: se non ci sono tutte le condizioni di sicurezza l’immersione non si può svolgere.

Quali, avvocato, i benefici fisici, mentali e psicologici nell’apnea? Si vive in un altro mondo, quale… e il subconscio???

L’apnea è uno stato di “sospensione” capace di mettere in contatto corpo e psiche. Mike Maric, medico e campione di apnea ha affermato che “Stare in apnea è sicuramente la cosa più innaturale che possa esistere, ma riuscire a vivere questa dimensione ti permette di conoscere meglio una parte di te.” Intanto l’immersione dà la sensazione di vincere la gravità terrestre; in realtà il corpo immerso subisce la “spinta di Archimede” ma la sensazione di libertà è istantanea. Poi, progredendo nella immersione in profondità, subentra il fattore “bar” la pressione di 1 atmosfera che comprime il corpo ed i polmoni per ogni dieci metri di quota immersiva. Ma i benefici si ottengono anche a quote minimali, in quanto l’esercizio di resistenza dà al corpo maggiore energia, la circolazione viene naturalmente stimolata e si lavora sulla funzionalità di cuore e polmoni. Non a caso i campioni di apnea praticano tecniche di yoga per rilassarsi e concentrarsi.

Che cos’è il “brevetto open” e il computer da immersione per apnea?

Il brevetto si consegue al termine di un corso. Il livello open è il primo livello che tuttavia è necessario conseguire per allenarsi in gruppo in assoluta sicurezza. I livelli successivi richiedono competenze più complesse perché costituiscono il percorso per diventare istruttori federali. Il computer da immersione è uno strumento da allenamento. A differenza dalle immersioni con autorespiratore, dove il computer registra le profondità e i tempi alle diverse quote per calcolare le soste di decompressione, nell’apnea ciò non è necessario perché anche alle quote più profonde non si genera il rischio di embolia. Quindi il computer da immersione, nell’apnea, è uno strumento per gli agonisti per misurare le performances e i ritmi di allenamento.

Lei sarà un “campione del mondo”…Con che discipline si diventa campione del mondo?

Il termine campione si addice più ad agonisti e non a praticanti sportivi come me. Per essere un campione bisogna prima di tutto avere un brevetto da agonista, iscriversi e partecipare a gare nelle diverse discipline e qualificarsi per entrare in graduatoria, regionale, nazionale e internazionale. A tutti coloro che vorrebbero avvicinarsi a questo sport posso solo consigliare di coltivare sempre il benessere durante e dopo la prestazione, solo così si può essere sempre vincenti e performanti.

Avvocato, quante volte gli eventi della vita ci hanno fatto e ci faranno rimanere in “apnea”.. ed allora serve o ci aiuta essere “apneista”?  E che consiglio dà ai nostri lettori?

Nel quotidiano si usano espressioni come “restare senza parole”, “con il fiato sospeso” e simili. Sono tutte espressioni che rimandano ad uno stato protettivo che genera il nostro cervello di fronte alle difficoltà o a forti emozioni. Saper affrontare questi momenti preparandosi, educandosi al respiro profondo e consapevole, significa avere il dominio di sé in qualsiasi situazione. Non a caso si parla di “sangue freddo” riferendosi impropriamente ad una sensazione di ipotermia quando aumenta la concentrazione di anidride carbonica nel sangue, effetto tipico dell’ipossia apneistica. Il mio consiglio è di iscriversi a un corso di apnea per godere di un controllo mentale e psicofisico che è essenziale ad ogni età e ad ogni condizione per il proprio benessere.