VALENCIA: Paolo Salvatori, Presidente Istituto Consolare Internazionale Regno di Spagna Per le aziende e gli imprenditori aprendo nuovi mercati

Intervista di Paola Pacifici

Le interviste sono pubblicate integralmente come inviate dall’intervistato

Presidente, Istituto Consolare Internazionale – Reino de España che cosa è – a chi è rivolto.

L’Istituto Consolare Internazionale (ICI) è un’associazione privata di carattere pubblico, registrata presso il Ministero dello Sviluppo Economico in Italia e accreditata presso il Dipartimento Economico e Sociale delle Nazioni Unite (UN DESA), con sede internazionale a Roma. Il Presidente dell’ICI è il Dott. Mauro Broda. L’ICI opera con una missione chiara: accompagnare imprenditori, aziende e investitori esteri nei percorsi di apertura verso nuovi mercati, promuovendo una vera e propria diplomazia economica, cioè un insieme di azioni volte a creare ponti tra sistemi economici diversi, facilitare relazioni istituzionali e commerciali, e rendere più sicuro e ordinato l’ingresso in un Paese. In questo quadro, l’ICI ha costituito una Delegazione Nazionale in Spagna e una Delegazione a Siviglia, il cui Presidente è il Sig. D. Andrés Barba Bellón, professionista esperto nel settore immobiliare e nella gestione di investimenti e attivi patrimoniali. Le delegazioni territoriali rappresentano un elemento fondamentale perché consentono di trasformare una rete internazionale in una presenza locale reale, capace di dialogare con il territorio e con i suoi interlocutori pubblici e privati. L’azione dell’ICI in Spagna si sviluppa anche in collaborazione con i Consolati stranieri accreditati sul territorio, considerati un riferimento essenziale per la relazione tra comunità imprenditoriale internazionale e contesto istituzionale spagnolo. Questa collaborazione non significa “sostituire” la funzione consolare, ma creare sinergia: da un lato il canale istituzionale consolare, dall’altro l’azione associativa e operativa dell’ICI orientata allo sviluppo economico e alla cooperazione. La Delegazione Nazionale e la Delegazione di Siviglia hanno in programma una giornata imprenditoriale denominata “BUSINESS & CULTURE”, che si terrà a Siviglia il 17 e 18 settembre 2026. L’obiettivo dell’evento è offrire un contesto autorevole e organizzato nel quale, oltre a relazioni di carattere economico, assicurativo e giuridico, venga presentata una lettura dell’economia a livello internazionale, mettendo le imprese nelle condizioni di comprendere opportunità e rischi e, soprattutto, di presentare le proprie attività e creare sinergie imprenditoriali. All’interno dell’ICI esiste inoltre l’ICI WORLD CLUB – Il Club degli Imprenditori, emanazione dell’Istituto Consolare Internazionale. Il Club nasce per offrire agli associati una partecipazione continuativa alle iniziative ICI, a  condizioni particolari, e per rafforzare una rete stabile di contatti, relazioni e opportunità tra imprese che intendono operare in una dimensione internazionale. Oggi l’ICI, oltre alla sede internazionale a Roma, ha delegazioni in Italia (Milano, Mantova, Ferrara, Ancona, Napoli, Roma) e in diversi Paesi esteri: oltre alla Spagna, anche Romania, Polonia, Argentina e Albania. Sono previste nuove aperture nel 2026 in Bulgaria, Croazia e Moldavia, Malta a conferma di un percorso di consolidamento e crescita.

Tu vivi e lavori in Spagna , a Valencia da molti anni, quanto è importante la rete consolare per gli stranieri?

Sì, io vivo stabilmente a Valencia dal 1997, città che scelsi per il suo ruolo di polo economico nel Mediterraneo, per la qualità del tessuto imprenditoriale e per la capacità della città di attrarre e accogliere iniziative internazionali. Valencia è un territorio dinamico, con imprese abituate all’interazione con mercati esteri e con una crescente apertura all’innovazione. Abbiamo un ufficio di consulting a Valencia e anche a Siviglia, perché Siviglia, oltre a essere una città strategica del sud della Spagna, mantiene vincoli profondi con l’area ispanoamericana, e per molti imprenditori rappresenta un punto naturale di collegamento culturale, istituzionale e commerciale. In questo scenario, le reti consolari accreditate degli Stati esteri sono spesso il primo contatto di uno straniero con la realtà spagnola: non soltanto per aspetti burocratici, ma anche come presidio di orientamento istituzionale e di credibilità. Per questo, nei nostri eventi invitiamo sempre i Consoli accreditati, perché la presenza consolare contribuisce a creare un contesto più autorevole e favorisce una collaborazione virtuosa tra istituzioni e imprese. In termini pratici, la rete consolare è importante perché aiuta a costruire fiducia, facilita un primo inquadramento della realtà locale e può rappresentare un interlocutore qualificato nelle fasi iniziali di un percorso di internazionalizzazione. Per l’impresa, sapere di poter dialogare in un contesto dove il mondo consolare è presente e riconosciuto significa ridurre l’incertezza e avviare relazioni con maggiore solidità.

Per le aziende straniere che voglionio opererare in Spagna, cosa è piu importante e necessario da un punto di vista consolare?

Dal punto di vista consolare, l’aspetto più importante è avere un primo contatto istituzionale con la realtà del Paese: comprendere il quadro generale, i principi di funzionamento, e ottenere un orientamento iniziale. Le rappresentanze consolari sono spesso il canale più immediato per avviare questo primo inquadramento. Detto questo, la fase iniziale deve poi trasformarsi in un percorso concreto e operativo. Ed è qui che, come ICI, possiamo dare un contributo decisivo: attraverso la nostra associazione e la rete di studi professionali associati, possiamo offrire un supporto strutturato e “di percorso”, non limitato alla prima informazione. Parliamo di accompagnamento reale: dal primo passo fino al consolidamento, con interlocutori competenti e con una metodologia che tenga insieme aspetti amministrativi, fiscali, legali e relazionali. In sintesi: il Consolato è spesso l’ingresso istituzionale; l’ICI può essere la struttura di accompagnamento che aiuta l’impresa a trasformare l’interesse in un progetto stabile e sostenibile.

Quali sono i servizi ICI?

I servizi dell’ICI si articolano su più livelli e hanno come elemento centrale l’organizzazione e la promozione degli incontri “BUSINESS & CULTURE”, eventi che mettono in relazione imprese e soggetti economici, mondo consolare e istituzionale, e dimensione culturale. Questi eventi non sono semplici vetrine: sono contesti progettati per generare relazioni qualificate, dialoghi concreti e opportunità reali. L’ICI offre alle imprese interessate a esplorare, stabilirsi o consolidarsi in Spagna una rete di appoggio composta da interlocutori affidabili. Il valore aggiunto non è solo “fare conoscere persone”, ma costruire un ambiente strutturato e credibile dove le imprese possano:

  • presentarsi in modo autorevole,
  • comprendere il mercato,
  • individuare partner,
  • ridurre rischi e tempi decisionali
  • aprire canali istituzionali e commerciali

L’azione dell’ICI, in quanto Delegazione nel Regno di Spagna, unita ai servizi operativi di ROYAL SERVIS IBERICA – Royal Mediter Group, rappresenta oggi un vero e proprio passaporto per il mercato spagnolo e iberoamericano: non un documento formale, ma un’immagine concreta di “accesso facilitato” attraverso metodo, rete e operatività. Non si tratta solo di creare occasioni di visibilità, ma di costruire contesti qualificati di relazione, dove imprese, istituzioni, mondo diplomatico e reti economiche internazionali si incontrano in modo ordinato, strutturato e credibile. Gli eventi “BUSINESS & CULTURE” offrono un ambiente protetto, autorevole e ad alto valore relazionale, nel quale avviare dialoghi concreti e duraturi. Infine, l’ICI e Royal Servis Iberica, attraverso la sua divisione ROYAL ELITE INTERNATIONAL, non propongono un semplice servizio, ma un metodo: un modello integrato che consente alle imprese di muoversi con credibilità, sicurezza e visione internazionale in mercati complessi ad alto potenziale.

Presidente, voi avete la Convenzione di Vienna e con ONU che cosa è?

I Consolati esteri accreditati hanno come riferimento la Convenzione di Vienna del 1963, che disciplina diritti e doveri dei Consoli: le modalità di comunicazione con i cittadini, l’assistenza consolare, la possibilità di visita ai detenuti nel rispetto delle leggi locali e alcune prerogative previste sempre nel quadro di rispetto dell’ordinamento del Paese ospitante. Noi, come associazione privata di carattere pubblico, non operiamo come Consolato e quindi non rientriamo direttamente nell’ambito della Convenzione, anche se per noi rappresenta un punto di riferimento istituzionale e culturale, perché definisce il perimetro della diplomazia consolare. Quanto all’ONU, l’ICI è accreditato presso le Nazioni Unite – UN DESA. Questo significa poter contribuire, nel nostro ambito, alle riflessioni globali su questioni economiche, sociali e ambientali, con un orientamento verso lo sviluppo sostenibile e la cooperazione internazionale. Siamo inoltre in percorso per essere riconosciuti come organismo consultivo DESA, così da poter fornire pareri e supporto al Dipartimento Economico e Sociale delle Nazioni Unite in modo ancora più strutturato.

Come sono cambiati i rapporti delle aziende con un consolato

Oggi le aziende si rivolgono ai Consolati principalmente per problemi burocratici e per ottenere prime informazioni sul Paese di interesse. Rispetto al passato, però, l’impresa moderna chiede anche rapidità, chiarezza e orientamento pratico: non solo “documenti”, ma una prima comprensione del contesto e dei passaggi essenziali per operare correttamente. In questo senso, la relazione impresa–Consolato si è evoluta: il Consolato resta riferimento istituzionale, mentre la parte operativa e di accompagnamento al mercato viene spesso svolta da strutture organizzate, reti professionali e organismi come l’ICI, che trasformano l’informazione iniziale in un percorso concreto.

In Spagna quali e quante e che tipologie sono le aziende straniere presenti sul territorio?

In Spagna operano molteplici aziende straniere, in diversi settori strategici. Tra quelle italiane sono presenti realtà come Intesa Sanpaolo, Generali Assicurazioni, UniCredit, ENEL, ENI, Ferrovie dello Stato, Pirelli, Armani, Benetton.
 Tra le francesi: BNP, AXA, TotalEnergies.
 Tra le tedesche: Volkswagen, Mercedes-Benz, BMW, Siemens, Bosch.
 Tra le statunitensi: Microsoft, Amazon, Google.

Accanto ai grandi gruppi, è molto significativa la presenza di imprese nel design, nell’arredo e nella moda di fascia medio-alta, settori nei quali la Spagna è un mercato competitivo e attrattivo e dove la dimensione “brand, qualità e posizionamento” è decisiva. Questo conferma che la Spagna è un Paese pienamente integrato nelle dinamiche economiche globali e costituisce una piattaforma naturale per molte imprese internazionali.

Tu sei anche presidente del Gruppo Royal Mediter

Sì. Al momento del pensionamento, insieme a mio figlio Stefano, che ha studiato marketing qui in Spagna, e all’amico Andrés Barba, esperto di investimenti immobiliari e amministrazione di gestione di attivi immobiliari, abbiamo costituito uno Studio con un obiettivo preciso: supportare imprenditori italiani e internazionali che desideravano entrare nel mercato spagnolo o investire in Spagna. Non ci siamo limitati a una consulenza amministrativa o fiscale “standard”: abbiamo costruito un servizio integrale, un vero “ufficio distaccato” per l’impresa, capace di accompagnarla nei passaggi essenziali e nella gestione quotidiana. Oggi contiamo quasi trent’anni di attività, con sedi a Valencia e Siviglia. Siamo affiliati all’ICI e, come struttura, siamo parte attiva della rete: ci occupiamo di consulenza amministrativa, fiscale, legale, creazione di nuove imprese, rappresentanza fiscale e operativa, relazioni istituzionali e commerciali. Operiamo attraverso le divisioni:

  • Royal Consulting: gestione integrale per le imprese;
  • Royal Elite International: relazioni istituzionali e commerciali;
  • Agriservis: servizi al comparto agricolo; inoltre siamo referenti di Romagna Impianti di Imola per il Regno di Spagna.

Che differenza di gestione, di mercato e di tipologia fra aziende Italiane e Spagnole e altri paesi.

Le imprese italiane tendono a puntare su qualità, specializzazione e valore del prodotto, spesso con una visione di medio-lungo periodo. La gestione è frequentemente più centralizzata, con un ruolo forte dell’imprenditore o della proprietà e un’attenzione particolare al controllo operativo e all’identità del brand. Le imprese spagnole, invece, mostrano spesso un approccio più commerciale e orientato alla rapidità: privilegiano la conquista veloce del mercato e una flessibilità operativa più marcata. In molti casi adottano modelli più delegati e dinamici, con maggiore apertura a partnership locali e adattamento rapido alle condizioni del mercato. Quanto ad altri Paesi, le imprese tedesche si distinguono per pianificazione rigorosa, procedure strutturate e forte affidabilità industriale. In generale, ciò che cambia non è solo il prodotto, ma il modo di decidere, la velocità di esecuzione, il rapporto con i partner e l’organizzazione interna.

Per le aziende Italiane come e in che cosa è cambiato il mercato Spagnolo?

Il mercato spagnolo è diventato più maturo, competitivo e selettivo. Se in passato poteva apparire come un mercato di facile accesso, oggi richiede una strategia strutturata, una presenza stabile e una forte capacità di adattamento al contesto locale. I cambiamenti principali si vedono in tre aspetti: concorrenza più intensa, clienti più informati e maggiore attenzione al rapporto qualità-prezzo. Le imprese italiane non possono più contare solo sul prestigio del “Made in Italy”: devono dimostrare valore concreto, affidabilità e continuità. I clienti spagnoli sono oggi più esigenti e orientati ai risultati: chiedono tempi rapidi, servizi post-vendita efficienti e comunicazione diretta. Questo ha spinto molte aziende italiane a rafforzare la struttura commerciale e la presenza locale. Il cambiamento più rilevante si è registrato in settori come industria, servizi, energia e tecnologia. L’errore più comune da evitare è pensare che la Spagna funzioni come un’estensione naturale del mercato italiano: in realtà è un mercato con dinamiche proprie, regole relazionali diverse e forti differenze territoriali. Nord, centro e sud presentano approcci e tempi differenti. Per questo serve un approccio professionale: presidio commerciale locale (agente/distributore/partner), adattamento dell’offerta, attenzione alle autonomie e comunicazione chiara. Quindi si puo affermare che : Oggi in Spagna i prodotti italiani continuano a essere molto interessanti, ma non in modo indistinto. Funzionano soprattutto quelli che portano valore aggiunto: qualità reale, identità territoriale, design e specializzazione. L’agroalimentare premium, la moda sartoriale, la cosmetica di qualità, il design e la meccanica specializzata restano punti di forza del Made in Italy. Al contrario, i prodotti standard o basati solo sul prezzo non sono più competitivi. In Spagna il prodotto italiano si sceglie quando è riconoscibile, autentico e superiore, non solo perché è italiano.

Un messaggio di strategia per le nostre aziende da Presidente Nazionale – Delegazione Regno di Spagna. I.C.I.

Oggi in Spagna i prodotti italiani continuano a essere molto interessanti, ma non in modo indistinto. Funzionano soprattutto quelli che portano valore aggiunto: qualità reale, identità territoriale, design e specializzazione. L’agroalimentare premium, la moda sartoriale, la cosmetica di qualità, il design e la meccanica specializzata restano punti di forza del Made in Italy. Al contrario, i prodotti standard o basati solo sul prezzo non sono più competitivi. In Spagna il prodotto italiano si sceglie quando è riconoscibile, autentico e superiore, non solo perché è italiano. Per questo motivo, un imprenditore che vuole entrare in Spagna deve prima di tutto definire con precisione il proprio posizionamento. Non è un mercato da approcciare in modo generico: è fondamentale sapere chi si è, cosa si offre e a chi ci si rivolge. La Spagna è un mercato maturo, competitivo e molto informato, che premia le proposte chiare e penalizza l’improvvisazione. Un altro elemento chiave è la scelta del canale di ingresso. In molti settori le collaborazioni con operatori locali risultano più efficaci rispetto al retail tradizionale, soprattutto nelle fasi iniziali. Avere una presenza locale, anche snella ma strutturata, è spesso determinante per trasmettere affidabilità, continuità e capacità di assistenza nel tempo. Va inoltre considerato che la Spagna non è un mercato uniforme, ma un insieme di realtà con forti differenze culturali, economiche e commerciali tra le diverse Comunità Autonome. Per questo è spesso strategico lavorare con agenti o distributori locali ben radicati nei singoli territori, capaci di interpretare le specificità di mercati come Catalogna, Madrid, Andalusia o Comunità Valenciana. Un approccio territoriale, più che centralizzato, consente all’imprenditore di essere più efficace e di costruire una presenza solida e duratura. Infine, la comunicazione deve essere adattata al mercato spagnolo, mantenendo però intatta l’identità italiana. Non si tratta di snaturare il prodotto, ma di saperlo raccontare in modo corretto, valorizzando qualità, origine e competenza. Gli imprenditori che entrano in Spagna con una strategia solida, un’offerta coerente e una visione di medio-lungo periodo trovano ancora un mercato aperto, dinamico e ricettivo verso il Made in Italy di qualità.